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Tra profumo di pasta fresca e arte fatta a mano con Il Tortellaio Matto

Una cosa bella del progetto che ho intrapreso è il mettermi a confronto con le persone che portano avanti le proprie idee con tenacia, umiltà e coraggio ogni giorno.

Questa è la volta di Sara Frigato e il suo Tortellaio Matto a Boara Pisani (Pd).

Sara circa 6 anni fa ha deciso con suo fratello Samuele di dare forma ad un sogno che rincorreva da tempo, dopo anni di studio e di esperienza in ristoranti e attività della zona padovana. Sara e Samuele hanno creato una fucina di prodotti di pasta fresca, tutte opere d’arte della tavola.

Sara è una forza della natura, una donna giovanissima ma tenace e appassionata a ciò realizza con ogni millimetro di pasta fresca fatta a mano.

Sono stata con Sara un pomeriggio restandole a fianco con qualche foto e tante confidenze da gineceo femminile.

Doveva essere una giornata relax, ma in realtà era sempre indaffarata tra prodotti in produzione come tagliatelle, tagliolini e tortellini, clienti di passaggio e clienti programmati.

Il Tortellaio ha degli orari e giorni di apertura, ma la cosa che mi è piaciuta è che se passi lì per caso perché sei preso da un langorio di pasta fresca, qualcosa di fresco lo trovi sempre.

Sara è l’anima artigianale e manuale del negozio, si alterna tra lavorazione della pasta, creazione di paste fresche, preparazioni dei ripieni per la pasta con tutti prodotti di stagione freschi, vendita al negozio, organizzazione degli ordini per ristoranti o rivendite.

Samuele si occupa della parte contabile e delle consegne. L’anima famigliare del Tortellaio si respira nel locale, c’è tanta energia buona, rilassatezza ma impegno costante.

Sara collabora con l’istituto alberghiero di Adria ( Ro), dove ha studiato per alcuni progetti; il laboratorio è sede di tirocinio di ragazzi dell’istituto.

Il Tortellaio Matto oltre vendita diretta e on line con richiesta di preventivi e informazioni, ha collaborazioni con rivendite di Rovigo e ristoranti della zona di Este e Monselice e della provincia Padovana. Da poco, oltre la collaborazione con l’Alveare che dice sì di Rovigo, ha avuto delle richieste anche dall’Alveare che dice sì di Bologna. Per una produttrice di pasta fresca avere un ordine per clienti della zona bolognese è un bel traguardo!

Una cosa che mi è molto piaciuta è la facciata a vista trasparente del negozio e l’avere tutto il laboratorio a vista come cliente, dà un’immagine di trasparenza e contatto diretto.

Tante cose mi hanno colpito del Tortellaio Matto: dall’odore di pasta fresca, alla semplicità con cui Sara passa dal produrre tagliolini, a tirare la sfoglia, al produrre tortellini con l’aiuto dei suoi assistenti ad una velocità da calcolare davvero ! Mi ha colpito l’amore dalla scelta dei prodotti per condire il ripieno dei tortelli e delle lasagne che prepara per i suoi clienti, ascoltando Sara non puoi che  amare la pasta fresca e conosci il suo mondo, un settore con difficoltà e tante soddisfazioni.

Ogni sfoglia, tagliatella o maccheroncino racchiude i sacrifici di Sara e della sua famiglia che la sostiene, ma c’è molto di più; c’è un progetto e un sogno di una giovane imprenditrice che sta prendendo sempre più il volo e non posso che sostenerla con Tarallucci e Vino.

Trovate tutte le informazioni su questa attività sul sito del Tortellaio Matto o sulla pagina Facebook. Per il resto dovete passarci di persona!

Grazie Sara per aver condiviso il tuo mondo di artigiana e grande donna, stare con persone come te fa bene al cuore oltre che al palato chiaramente .

L’ordine di pasta fresca è nella mia agenda, il tuo battuto mi ha conquistato e ora non ne posso più fare a meno.

Tortellaio Matto luogo di opere d’arte fatte a mano e tanto calore umano, che aspettate ad andarci o contattarli?

Aperitivi tra tradizione e trekking al Rifugio Scirocco

Questo articolo lo voglio dedicare agli aperitrek che vengono organizzati al Rifugio Scirocco, situato a Cava d’Ispica – Modica (RG).

Rifugio Scirocco è un rifugio immerso nella natura, nel silenzio e nella pace, è racchiuso in un’atmosfera magica.

Rifugio Scirocco è nato da un sogno coltivato da anni da Nanni di Falco, guida escursionistica ambientale ventennale della regione siciliana e guida della Compagnia dei Cammini per la Sicilia.

Il sogno poi, dopo attese e tenacia, ha preso forma e da qualche anno è diventato realtà; Nanni di Falco ha realizzato la sua oasi felice.

Non è solo la sua oasi felice, ma di chiunque voglia fare un percorso escursionistico da queste parti, sia come escursionista del weekend della zona, ma anche come turista o camminatore in tour nella zona ragusana.

Fa riflettere che qualsiasi oggetto presente a Scirocco sia stato portato lì a spalla  da Nanni e da chi l’ha aiutato e ha creduto con lui in questo progetto; Scirocco non ha un accesso comodo con l’auto ma per chi apprezza questo stile di vita, l’adattamento viene naturale.

Vengono organizzati dei trekking di circa 4 ore, che uniscono il contatto con la natura incontaminata, a un trekking leggero con annessa visita della necropoli nella cava e del castello sicano (qualcosa di unico), alla degustazione dei prodotti del territorio a fine tour al rifugio.

E’ possibile trovare tutte le informazioni sul sito di Aperitrek o sulla pagina Facebook.

I riferimenti per partecipare agli aperitrek sono Nanni di Falco e Giovanni Carbone. Giovanni Carbone è di Vittoria (Rg) ed è un wine taster. Oltre essere il fondatore degli aperitrek, lavora presso la valle dell’Acate. Potete trovare i numeri di telefono e i contatti di entrambi nella foto sottostante.

Nanni e Giovanni sono due persone che amano il loro territorio, la loro provincia ragusana e hanno creduto molto in questo progetto che unisce aspetti interessanti e peculiari.

Mi piace la semplicità del progetto supportata da grande passione e umiltà. Sono professionisti, che oltre sapere fare bene il proprio lavoro, conoscono bene tutto quello che concerne questa zona e chi meglio di loro vi può far conoscere Cava d’Ispica?

Apprezzo la collaborazione tra operatori che hanno la stessa missione, il coraggio di crederci comunque e sempre anche nelle difficoltà che ci possono essere.

Mi sento di supportare gli aperitrek a Scirocco e chiunque legga questo articolo è invitato ad andarci. Perchè?

  • Rifugio Scirocco è davvero bellissimo, sia all’interno che all’esterno. C’è un atmosfera calda, personalizzata e volendo c’è la possibilità di poterci dormire con sacco a pelo, nei letti presenti a castello o all’esterno in tenda.

  • Il contatto con la natura qui è reale e puro, dai profumi, alla pace, ai rumori della natura, alla pace che si respira.

  • La degustazione dei prodotti del territorio è meravigliosa: ci sono i prodotti tipici del territorio dalla scaccia, a patè fatti in casa, ai pomodori secchi, marmellate buonissime, formaggi tipici ragusani e immancabile del buon vino consigliato da Giovanni.

  • Un’escursione unica naturalistica che ti porti nel cuore.
  • Un pezzo di Sicilia da fotografare, dove si può tornare ogni volta che si vuole, tanto non si finisce mai di vedere tutta quella bellezza.
  • L’amore per questo luogo, realizzato con fatica e sacrifici, arriva dalla storia della sua realizzazione, storia che merita di essere raccontata.

Esprimo grande stima per Nanni e Giovanni, continuate così e amate sempre la vostra bella terra in questo modo, arriva al cuore e rimane impresso!

Un grande applauso e abbraccio a tutti e due 🙂

 

 

 

Le noci di Valier, un gioiello del territorio polesano unico in Italia, le conoscete?

 

“Valier è la storia della noce in Italia”, questa frase è l’incipit della pagina del sito che parla dell’azienda Valier, ma non è una frase propagandistica, è la realtà.

La famiglia Valier ha scelto da circa venticinque anni di investire nella coltivazione della noce; la forza di questa azienda è la squadra, il senso di famiglia tra i collaboratori, il legame con la terra, il legame con la tradizione e con una continua voglia di mettersi in gioco e innovarsi con tecnologie sempre più all’avanguardia.

L’azienda Valier ha sede a Borsea (Rovigo), vicino al centro commerciale La Fattoria.

Qui la famiglia Valier e i suoi collaboratori seguono la produzione di noci dai campi al prodotto finito e derivati.

La famiglia Valier ha conosciuto la produzione di noceti in tutto il mondo e da lì hanno sviluppato il loro metodo di coltivazione.

Oltre ai principali tipi noci che vengono qui prodotte nel laboratorio (Noce Lara, Noce Tulare e Noce Chandler), si possono trovare olio di noci, pane alle noci, crema di noci, Nocino, biscotti, farina di noci e altri buonissimi prodotti che si possono acquistare sia nel punto vendita dell’azienda sia on line.

L’azienda vende su richiesta solo il prodotto che produce, non fa vendite di massa, una volta finito il raccolto, la vendita si interrompe.

L’azienda Valier vende i suoi prodotti in tutto il mondo: l’olio di noci viene molto richiesto in Olanda, lo sciroppo di noci negli Usa.

Valier essendo un’azienda  di alto livello partecipa a fiere di settore come Taste di Firenze o la fiera del Gelato di Longarone;  molte gelaterie gourmet la scelgono, come la gelateria Godot di Rovigo che produce gelati con prodotti sani.

Qualche mese fa sono andata a visitare l’azienda Valier e ciò che mi ha colpito è stata la disponibilità di Luca, collaboratore dell’azienda, nel raccontarmi i vari aspetti che riguardano la produzione e la storia della famiglia Valier, è stata la semplicità e l’amore per ciò che fanno, l’apertura per l’innovazione tecnologica con basso impatto ambientale, come la novità di usare i gusci di noci per il riscaldamento degli essiccatoi.

Questa novità è stata talmente fruttuosa che ora anche all’estero viene usata per la combustione.

L’azienda è ecologica nel riutilizzare perfino gli “scarti” della produzione per qualcosa di utile e costruttivo. Qualcosa che possa poi essere condiviso ed esportato per il beneficio comune.

L’azienda Valier è un’azienda che realizza anche dei laboratori e visite in azienda; la dimensione, seppur artigianale, è ad alti livelli, senza perdere mai cuore e umiltà.

Per avere informazioni di qualsiasi tipo, potete consultare il sito dell’azienda Valier o la loro pagina Facebook.

Suggeriamo a chiunque un assaggio delle loro noci, se non potete passare allo spaccio in azienda.

Prodotti con valore nutrizionale alto, prodotti con amore per la terra e per il prodotto, Tarallucci e vino ve le consiglia vivamente.

 

La semplicità e la valorizzazione delle tipicità del territorio : il punto di forza dei piatti della tavola del ragusano

La Sicilia è per me una terra magica, piena di fascino, bellezza, cultura e paesaggi mozzafiato, con piatti che mescolano culture antiche e di tradizione.

I piatti parlano di amore per il territorio, di tipicità, di storie di produttori o ristoratori da raccontare o mettere in evidenza; parlano di una terra che è stata attraversata da numerosi popoli che hanno reso la sua cucina unica, nei sapori, nelle ricette, nei prodotti che rappresentano la terra.

Ho passato qualche giorno nel Ragusano, zona di barocco, muretti a secco, atmosfere fuori dalla realtà, bellezza, natura dai colori accesi, zona dei Monti Iblei e di un mare bellissimo.

Il mio diario di viaggio questa volta ti vuole raccontare dei posti dove ho mangiato, dove ho potuto degustare dei piatti degni di essere raccontati e nominati.

Partiamo dal Parrino a MonteRosso Almo (RG), posto con buonissime recensioni.

Qui ho potuto mangiare dei funghi buonissimi della zona realizzati come antipasto in vari modi, a crudo, alla griglia o impanati, sono da provare! C’era una ricotta freschissima ancora calda, un piacere assaggiarla. Ma il pezzo forte oltre ad altri antipasti era qualcosa che puoi mangiare solo là, motivo per cui sono stata portata, lo Scacciuni che è diversa dalla Scaccia. Il dolce finale: pizza con Nutella e ricotta della zona super buona!

Un altro posto di Ragusa Ibla in cui è possibile degustare cucina tipica ragusana è Ristorante ai 4 Gatti. Ambiente caldo, accogliente, dove gli amanti dei gatti troveranno foto, testi sui gatti .

IL ristorante si trova vicino ai Giardini Iblei in pieno centro a Ragusa Ibla. Ecco qui la localizzazione e una recensione.

Qui ho potuto degustare il macco di fave, è qualcosa di sublime per me. Non posso non darvi la ricetta, in caso non possiate mangiarlo sul posto. E’ semplice e saporito. E’stato il turno poi di involtini di porro avvolti nel formaggio ragusano e pancetta, infine agnello con una mousse di menta, il tutto accompagnato da un buon bicchiere di Nero d’Avola.

Un posto delizioso che consiglio anche per il servizio molto piacevole.

L’ultimo posto che vi voglio segnalare per chi ama il pesce come me, è I Varcuzzi, a Ragusa.

Ristorante molto semplice e famigliare dove ho potuto mangiare a un prezzo onestissimo del pesce buono e gustoso.

Ho potuto assaggiare delle sarde al limone e del pesce spada alla palermitana, una pietanza che dovreste provare, perchè ti leccherai i baffi :).

Vi consiglio di visitare il ragusano vivamente, è un territorio che vi saprà accogliere con semplicità ma tanto buon cuore e generosità, tenendo presente che potrete assaggiare a tavola è solo una delle ricchezze di questa bellissima terra.

Io ci tornerò sicuramente, ma voi che aspettate? 😉

Le orecchiette fatte a mano: quanto c’è del mio essere pugliese nel farle?

Oggi mi va di scrivere qualcosa su un prodotto tipico del territorio che mi chiama in prima fila : le orecchiette pugliesi o “cicatill’😊 detti alla lucerina.

Le orecchiette sono in tutta Italia e non solo, il simbolo della Puglia,  terra di ulivi secolari, terra rossa, di tradizione, arte, buona cucina, bel mare e soprattutto bella gente.

Ma perchè ve ne voglio parlare?

Da essa traggo le mie radici e ne vado fiera😊.

Recuperando la tradizione delle orecchiette fatte a mano, è come ripartire dalle origini.

Infatti nei miei ricordi da bambina ci sono:

  • l’immagine di mia nonna che ne faceva a dozzine con una pazienza enorme;
  •  l’odore della pasta che lavorava nella preparazione;
  •  il rumore del coltello che tagliava i pezzetti di semola lavorata e quel gesto dove con arte il pezzetto sul pollice diventa orecchietta;
  • c’è il gusto di tutte le orecchiette che mangiavo crude appena fatte e che rubavo sui vassoi che mano mano si riempivano.

In quei ricordi c’è mia nonna, c’è mia madre oggi, c’è la tradizione, c’è la terra, ci sono le radici.

Ho iniziato da poco tempo a farle, ho sentito la voglia davvero di mettermi alla prova e riprendere quel filo con la tradizione femminile pugliese.

E quando ti metti alla prova non è per nulla facile, dalla lavorazione della pasta, al mal di schiena e alle gambe per lo stare in piedi, agli occhi che si gonfiano a forza di fare lo stesso gesto ennesime volte.

Ma oltre questo cosa c’è? C’è molto altro:

  •  capire tutto l’amore  che mia nonna, mia madre, ogni donna ci mette nel prepararle;
  •  la fatica,  c’è la speranza che piacciano;
  •  la voglia di regalare qualcosa fatto a mano;
  •  la soddisfazione di vedere ciò che hai realizzato;
  •  il piacere del  sentire il calore della pasta che sotto le mani durante la lavorazione si ammorbidisce piano piano;
  •  la famiglia, il calore, la tavola imbandita, l’amore.

Infine in tutto questo c’è la donna in viaggio in me, che sta andando verso una nuova direzione.

Ecco qui la ricetta tipica pugliese da fare con le orecchiette presa da GialloZafferano.

E buon appetito!