Bio Forno dei Colli Euganei: dove la qualità croccante viene arricchita dall’etica.

Una delle cose che muove maggiormente Tarallucci&Vino è la passione per i viaggi e l’incontro, il viaggio nella natura, nelle esperienze, nell’umanità e nei bei valori.

L’incontro con Vicenzo e il Forno Bio dei Colli Euganei a Galzignano (Pd), è avvenuto in un primo momento in un modo alternativo. Ho incontrato Vincenzo ascoltando in realtà la sua storia in una puntata di un  programma tv, Todo Cambia su Rai 3.

La sua storia mi ha molto colpito, tante cose di quella storia in realtà come: il coraggio di aver scelto di cambiare totalmente vita lasciando un lavoro di successo e “sicuro” per uno meno certo e di rischi più palpabili, la passione per ciò che produce e ogni giorno porta avanti, la semplicità delle sue parole ma profonde, piene di consapevolezza e di scelta.

Che dire, ho scelto di contattarlo e ho provato a sentire se poteva essere interessato e disponibile all’incontro,  osare spesso è un buona mossa perché Vincenzo ha accettato di incontrarmi.

Andare al forno di Vincenzo è anche una bella escursione, perché il suo forno ai piedi dei colli Euganei, è in una zona bellissima e conosciuta, vicino ad Arqua’ Petrarca , borgo incantevole legato alla figura dello scrittore Francesco Petrarca.

l’ingresso del Bio Forno

Vincenzo mi accoglie nel suo piccolo forno in mezzo alla natura in un giorno di normale lavorazione.

Il forno è vicino la sua abitazione e questo gli ha permesso fin dall’inizio di potersi immergere in questa attività anima e corpo nel vero senso della parola.

gli orari di apertura al pubblico

Negli ultimi tempi Vincenzo ha trovato un collaboratore che gli dà una mano nella sua attività, ciò sicuramente è motivo di più respiro, perché gestire tutto da solo era diventato davvero impegnativo.

L’avventura di Vincenzo inizia circa 5 anni fa, in cui dopo vari ripensamenti decide di cambiare vita e scegliere di lasciare il lavoro da commerciale in una grande azienda a Milano per inseguire quella che era una passione nascente legata alla produzione di pane  e dolci in casa.

All’inizio la passione per il settore della panificazione per Vincenzo si è sviluppata tra corsi di cucina, attività organizzata da centri sociali o le mura domestica, ma poi è arrivato il momento in cui come accade nella vita, senti che è il momento di cambiare direzione.

la legna fondamentale

Vincenzo lascia quindi cambia vita, lascia lavoro, lascia Milano e decide con la sua compagna di trovare un luogo dove iniziare questa nuova pagina di vita e sceglie, dopo tante ricerche la zona dei colli euganei, terra d’origine della sua compagna.

E qui con molta fatica, sacrifici, ore di lavoro, di sperimentazione parte.

Parte recuperando un lavoro artigianale che spesso è diventato in realtà una produzione legata a macchinari, x lui invece la direzione scelta è molto più difficile, ma appassionante.

il forno di cottura a legna

Il lavoro di chi produce pane e panificati non è per nulla facile, è un lavoro in cui si dorme poco, si lavoro molto, ci si deve mettere in gioco sempre, provare e riprovare ricette adattandole al forno che hai, alle energie che hai e alla motivazione che devi trovare ogni giorno anche se sei stanco, sei smarrito o demotivato.

Vincenzo attinge alle sue origine pugliesi nelle ricette che mano mano ha sviluppato, alla farine biologiche, di grani antichi che sceglie.

Anche qui c’è il coraggio e etica di produrre un pane biologico, con farine biologiche che hanno lavorazioni e costi diversi dal pane che comunemente acquistiamo nei supermercati o nei piccoli alimentari. Siamo abituati a certi prezzi bassi e forme di pane nel territorio veneto, che forse non è sempre semplice comprendere il valore della qualità del lavoro di persone come Vincenzo.

Il  lavoro di Vincenzo è anche quello di educare i suoi acquirenti e le attività del territorio che scelgono i suoi prodotti a cosa è davvero il pane, secondo la tradizione antica, secondo un atteggiamento di studio e ricerca degli ingredienti pìù sani e d qualità.

In questa cosa nella promozione dei suoi prodotti, il lavoro precedente di commerciale gli viene utile sicuramente.

i grani antichi utilizzati

L’esperienza con il programma tv è arrivato quest’anno tramite un contatto famigliare che ha segnalato la sua storia, che dopo una selezione è stata giustamente scelta.

E‘una storia di vita che ha tante belle chiavi di lettura, di messaggi positivi e per questo scelgo di parlare di Vincenzo, di dargli spazio, eco.

pane e tarallucci

Vincenzo nel suo forno produce vari tipi di pane con farine macinate a pietra, di grani antichi con sempre nuove sperimentazioni; produce taralli di vario tipo e freselle, dolci o biscotti adatti ad essere cotti nel forno a legna. C’è l’influenza anche con le tradizioni di  altre regioni italiane che seleziona e fa conoscere in Veneto dove per cultura alimentare non vengono mangiate, come le farinate liguri. In cantiere ci sono le “pucce” pugliesi che conosco e sono deliziose.

Tarallucci&Vino

Come circuiti di vendita Vincenzo vende i suoi prodotti nel suo piccolo forno due giorni  a settimana ( Mercoledì e Sabato), in alcuni ristoranti del territorio padovano e in negozi di Naturasì delle province circostanti e negozi di prodotti biologici. Creare una propria rete di vendita, di promozione non è immediato, semplice, ci vuole lavoro anche lì.

Ma i sacrifici, la passione, la testardaggine, la costanza prima o poi portano a dei risultati e infatti Vincenzo ha partecipato a un bando del comune di Monselice (Pd) segnalato da una persona affezionata e l’ha vinto. E prossimamente appena la cosa partirà parteciperà a  AGRIMONS, un mercato cittadino della freschezza che raccoglierà tutti produttori del territorio per la vendita diretta al consumatore. Tutto ciò lo trovo bellissimo.

Vincenzo per ora come canali di comunicazione ha la pagina Facebook dove potete trovare aggiornamenti sul suo forno  Bio e tutte le novità. Ci vuole tempo per ogni cosa, pazienza per arrivare a farsi conoscere, avere consapevolezza di sé e di ciò che si produce, farlo capire e sentire ai consumatori, e poi  farsi scegliere nella miriade di offerta.

focaccia

Io ve lo consiglio questo forno, non solo per la qualità dei prodotti che ho testato,  ma soprattutto per Vincenzo, per tutto quello che di sé ci mette nel suo pane, nelle sue scelte. Non è fatto nulla a caso o solo per fare business a sé. Non avrebbe fatto questa scelta di vita.

Una scelta con cui ha recuperato la dimensione di vita umana, dove Vincenzo è padrone del suo tempo e di sé stesso, dove sceglie ciò che fa, dove vive a contatto con la natura e si prende i suoi spazi e non deve rendere conto a nessuno.

Questa storia, quello di Vincenzo e del Bio Forno dei Colli Euganei mi apre a delle riflessioni importanti sull’etica e la libertà che si sceglie in un lavoro, un’attività che non è solo lavoro, c’è tutto di te.

Quanto voi cercate di metterci etica nel vostro percorso? La sensazione di libertà dell’aver scelto il vostro percorso di vita, vi accompagna ancora nella quotidianità come inizialmente? Come fate a far stare  a braccetto insieme l’etica con la liberta’?

So solo che riuscirci è difficile, ma è qualcosa che non ha prezzo.

Le coccole dell’agriturismo Corte Carezzabella

Il  mio articolo di oggi parte accompagnato da  una sensazione : sentirsi coccolato, ma quanto bello è quando accade?

Questa sensazione mi ha accolto appena giunta presso l’azienda Corte Carezzabella a San Martino di Venezze, nella campagna, a  qualche km da Rovigo.

Sono stata accolta da dettagli sia all’esterno che all’interno pieni di gusto, amore, ricerca, sperimentazione e colore.

Sono stata accolta da Chiara, una delle due proprietarie della gestione dell’azienda famigliare, dal suo sorriso soave e luminoso, un buon caffè e molta disponibilità al raccontarsi.

Chiara gestisce da circa una decina di anni l’azienda insieme al fratello Tommaso e al marito Francesco.

Chiara si occupa principalmente dell’agriturismo, mentre il fratello si occupa più della parte educativa; il marito Francesco si occupa della gestione dell’azienda biologica in toto, dalla produzione alla trasformazione e ha un occhio attento anche alla cucina del ristorante dell’azienda.

con altri collaboratori della parte agricola biologica.

Questa azienda è collocata tra  terreni e la corte nella proprietà di famiglia, possidente di questo luogo dai primi del ‘900. Quando ci fu il momento di decidere cosa fare del la proprietà, i due giovani figli del proprietario hanno deciso di ristrutturare una parte della corte e lanciarsi in un viaggio che mano mano ha preso spessore ed è diventata Corte Carezzabella.

L’azienda è partita innanzitutto come azienda agricola che nel corso degli anni si è convertita in biologica e produce prodotti in vendita quasi tutti certificati bio, o sono in via di esserlo.

Si trovano prodotti derivati da ciò che è coltivato nei campi dell’azienda: soprattutto frutteti, ortaggi, viti, grano; da cui vengono prodotti succhi, confetture, farine macinate a pietra, vino tipico polesano, passate, aceto.

Questi vengono trasformati direttamente in azienda o in laboratori esterni. I prodotti vengono venduti sul canale on line sul sito, in azienda due giorni a settimana  nel punto vendita(Venerdì e Sabato) o in eventi a cui l’azienda partecipa.  L’azienda sta aumentando prossimamente comunque la trasformazione in loco, ideando anche produzioni originali.

I  prodotti vengono anche offerti durante le colazioni e le cene agli ospiti dell’agriturismo.

Perché l’azienda Cortecarezzabella è anche un agriturismo con stanze e appartamenti per soddisfare le esigenze di tutti, tutto l’anno con soluzione di prima colazione e cena in ambienti molto piacevoli.

Ho potuto vedere sia la parte di pernottamento che di ristorazione.

Nella parte retrostante alla corte è presente anche una bellissima piscina con un’area attrezzata; c’è in previsione di creare un’area di sosta tende.

Vengono organizzati anche matrimoni a Cortecarezzabella tarati sull’offerta della tipologia di azienda, quindi originali!

Vengono organizzati eventi durante la primavera e l’estate come gli agri aperitivi che hanno sempre un buon successo; una cosa buona di questa azienda è che organizza eventi in rete anche con eventi organizzati all’interno della città di Rovigo, come le maratone o il “Rovigoto”.

Corte Carezzabella cerca di valorizzare il territorio in cui è inserita promuovendo le attrattive naturali e culturali vicine a Rovigo raggiungibili in treno, auto e perché no alcune anche in bici se si è volenterosi; Corte Carezzabella vi fornirà le bici in caso ne abbiate bisogno.

Altro settore che l’azienda sviluppa e sta sempre più sviluppando è l’area educativa sia per scuole, che per famiglie e ora prossimamente per i più piccoli nella fase della scuola dell’infanzia.

Negli ambienti esterni in corte è possibile ammirare riproduzioni  se non originali di attrezzi agricoli, un’area didattica verde dedicata al’ ortofrutta, giochi di legno interattivi e piccoli spazi del piccolo fai da te per animare e educare dai piccoli ai grandi assieme.

Da questo Settembre c’è una bellissima novità in azienda, un progetto educativo quotidiano verrà portato avanti: l’agri asilo. Alla base c’è la volontà di educare i piccoli a contatto con la natura e meno negli spazi canonici d’aula.

Anche aziende o associazioni che hanno intenzione di organizzare meeting aziendali o di team building fuori dagli spazi convenzionali o modalità tradizionali, possono trovare qui in azienda spazi adatti a questo.

C’è anche un’area di lettura nei vecchi ambienti del fabbro della corte, dove è possibile trovare letture interessanti di approfondimento  o di cultura del territorio.

E mettendo tutti assieme i pezzi che unisce e offre questa azienda a conduzione imprenditoriale fresca, la sensazione di chi la conosce o chi ci va come cliente non può che essere sentirsi coccolati; torno volutamente su questa frase con cui ho iniziato l’articolo, perché è così che li ci si sente, ti viene voglia di tornarci per essere qui accolto in mezzo alla natura, nella pace, leggendo un bel libro sotto un albero, bevendo un calice di vino qui prodotto senza un senso di stress, dove puoi  semplicemente coccolarti.

E’ una realtà che chiaramente promuovo e consiglio, ma mi da’ anche la possibilità di fare delle riflessioni di apertura e condivisione.

Cosa spinge un’azienda di qualità a non accontentarsi di successi raggiunti, sicuri e spaziare verso sempre nuovi orizzonti, prospettive? E’ solo coraggio o intelligenza di capire come restare a lungo sul mercato?

Un’azienda che propone progetti di educazione culturale e ambientale verso un futuro non palpabile è solo motivo di stima o dovrebbe essere preso a modello, di riferimento? Il bene comune non dovrebbe essere un modus vivendi?

Azienda F.lli Billo: volete conoscere qui la zucchina con la valigia?

Se c’è una cosa che mi piace molto nell’avventura di Tarallucci&Vino è l’incontro, l’incontro con i produttori, l’incontro con la natura, l’incontro con le ricchezze di madre terra, con il rispetto di essa e la pazienza dello scorrere del tempo, c’è l’incontro con il coraggio, con l’umiltà; semplicemente c’è l’incontro con la vita e tutte le sfide che ci offre.

Un ennesimo incontro pieno di tutti queste sfumature è stato quello con Raffaele Billo e la sua azienda famigliare.

L’azienda agricola Billo si trova a Saletta di Copparo (Fe) ed è una realtà che merita di essere vista, conosciuta e promossa.

Volete sapere perché?

Ora ve lo sviscero per bene !

Innanzitutto, è un’azienda di famiglia di tradizione che esiste in quel luogo da fine anni sessanta, tutto è iniziato con il papà di Raffaele e dei suoi fratelli.

Dopo l’assenza del padre l’azienda è stata presa in mano dai figli che hanno cercato di proseguire con gli stessi valori del padre: la passione per il lavoro dei campi, il rispetto del cliente e la genuinità dei prodotti.

Nell’azienda Billo è possibile trovare frutta e verdura di vario tipo, tutti prodotti squisiti disponibili per la vendita e la raccolta “fai da te” in base ai periodi dell’anno.

Nell’azienda Billo si educano i clienti alla stagionalità e al rispetto della natura e dei sui frutti del periodo. Una cosa molto bella è proprio questa: prendendo accordi con Raffaele, infatti, si può andare in azienda a raccogliere frutta e verdura, che poi vengono vendute a un prezzo onesto.

Raffaele è talmente pieno di entusiasmo e energie che è impossibile non esserne colpiti e trainati.

È lui l’anima comunicativa dei fratelli, è il fratello maggiore ma sembra un ragazzino; Raffaele è attivo sul canal-Facebook ed è l’ideatore di un progetto di educazione alimentare bellissimo: La Zucchina con la valigia.

La Zucchina con la valigia è nata dall’esigenza di Raffaele di lasciare qualcosa ai bambini che vengono in azienda in visita con le famiglie o le scuole.

Pensa e ripensa gli è venuto in mente di ideare un libricino colorato, dove in formato “storielle” vengono indicate le qualità e le proprietà dei protagonisti della campagna: i frutti e la verdura e gli animali che popolano questo tipo di ambiente.

Il narratore è lo stesso Raffaele raffigurato in modo delizioso insieme a tutti gli altri personaggi dalla grafica Giulia Boari; Giulia ha collaborato a questo progetto insieme a Raffaele e a Gloria Minarelli, agronoma che ha contribuito alla completezza dei testi con il suo apporto scientifico professionale.

Questo elaborato, portato a termine tramite  crowdfunding (raccolta fondi), viene promosso sia con le scuole del territorio che nelle biblioteche del territorio.

Cosa importante che voglio sottolineare è che l’azienda Billo è anche una fattoria didattica accreditata della regione Emilia Romagna, ci sono animali come maiali, mucche, galline allevate in stato semibrado e quando  le scolaresche fanno visita possono interagire con gli animali con attività ricreative educative.

E’ possibile come anticipato precedentemente acquistare in azienda i prodotti, ma anche nello spaccio che è si trova in piazza del Popolo a Copparo, aperto tutti i giorni mattina e pomeriggio (tranne il Venerdì mattina) o nei mercati settimanali a Copparo o a Ferrara (Venerdì mattina). Inoltre, l’azienda Billo è inserito nei gruppi d’acquisto di vendita on line come Alveare che dice sì e Filo Corto

L’azienda Billo è un’azienda che unisce tradizione famigliare agricola a una prospettiva futura ampliandosi a nuovi settori come l’educazione alimentare. Il tutto è avvolto da tantissima umanità e umiltà.

C’è in progetto un nuovo libro sorpresa a breve, con nuovi argomenti e storie. 

La Regione Emilia Romagna ha stanziato l’anno scorso 645.000,00 mila Euro per progetti di educazione alimentare, legati  al bando del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020.

Rivolto alle imprese agricole e alle oltre 300 Fattorie didattiche dell’Emilia-Romagna, puntava a dare vita a progetti di educazione alimentare indirizzati alle scuole e alle famiglie, orientare i consumi e la scelta consapevole e sostenibile degli alimenti, far conoscere a bambini e ragazzi di tutte le età il mondo rurale, le sue tradizioni e culture, l’attività agricola che sta dietro prodotti e alimenti tipici del territorio regionale. 

L’esempio dell’Azienda Billo quindi è da prendere a riferimento, esempio, modello.

E tu? Ti stai muovendo in ottica eco-sostenibile o culturale? 

Se sei un piccolo imprenditore o una piccola imprenditrice agricola considera che puoi essere sostenuto/ai in questi progetti anche dalla regione. 

Se invece, tu che stai leggendo, sei un “privato” o una persona che sempre più spesso si sta informando su dove acquistare prodotti nel pieno rispetto della tradizione e della natura, non mancare di provare ad acquistare i prodotti della famiglia Billo! 😉 

È tempo di progetti belli e rivolti a un futuro educato e sano. 

Contatti Azienda Agricola Billo


Via Modena 11, Saletta, Copparo (FE)

billoraffaele@gmail.com

339 226 7436 h

http://www.aziendaagricolabillo.com

Theocacao Cioccolateria Estense: qui il palato può riconoscere la cioccolata di qualità

L’incontro con Silvana e TheoCacao è uno di quegli incontri che ti aprono a ambiti che da sola non avrei conosciuto mai.

TheoCacao è una cioccolateria artigianale situata a Este, nella provincia meridionale del padovano.

Questa cioccolatiera è nata come una sfida tra due amiche che hanno deciso di cambiare vita e dopo un viaggio in Guatemala si sono innamorate del cacao e della produzione della cioccolata.

Tornata in Italia hanno deciso di creare TheoCacao , il cui nome è mix di fantasia e declinazione della parola che indica il cacao (theobroma).

TheoCacao è nata come sogno di due amiche, poi nella vita accadono tante cose e ora la cioccolateria è gestita solo da Silvana e suo marito.

Quello che mi ha colpito delle parole di Silvana e del suo racconto sulla sua produzione è la sua tenacia, i tanti tentativi, la pazienza, il coraggio di aver portato avanti con il progetto di realizzare un cioccolato artigianale di qualità, di nicchia come pochi fanno in Italia.

Non è mai scesa a compromessi.

Silvana a testa bassa non si è fermata solo a creare un cioccolato di qualità sperimentando le qualità di cioccolato migliori del mondo: dal cacao del Madagascar con le sue essenze uniche al profumo di vaniglia, a quello della Tanzania dal gusto muschiato, a quello della Nuova Guinea dal gusto di tabacco.

Silvana è andata ben oltre la qualità della cioccolata per il palato, Silvana con testardaggine è arrivata a creare in collaborazione con esperti e ricercatori dell’università di Padova un cioccolato che pensa alla salute dei suoi clienti, un cioccolato che possa essere mangiato dalle persone affette da diabete, che non possono mangiare alimenti dolci.

Questa è una cosa che ha del sensazionale sia perchè è stata creato qualcosa che va incontro totalmente al benessere in toto del cliente, sia perchè è stata realizzata una ricerca aziendale per creare un prodotto studiato con esperti e soddisfare un target di consumatori diversi da quelli ci sono sul mercato.

C’è etica in tutto ciò, valori sani, professionalità, qualità, sperimentazione e tanta artigianalità di classe.

crema spalmabile al cacao

Silvana e suo marito hanno creato davvero un prodotto di qualità che va sostenuto e promosso.

TheoCacao ha come canali di comunicaione il suo sito web e una pagina social Facebook, qui potete trovare aggiornamenti sulle novità, sulle manifestazioni in cui potete trovare i prodotti di TheoCacao o le collaborazioni che attuano. L’ultima è stata quella con il Festival del Tiramisù a Jesolo ( Ve) il 2 Giugno.

Su sito sono presenti anche i contatti telefonici e mail.

Tra i prodotti di TheoCacao non trovate solo cioccolata in barretta, cacao sciolta di vario tipo, ma anche crema di cacao spalmabile, che è qualcosa di sublime.

Potete contattare Silvana per poter passare in azienda per acquistare e conoscere i suoi prodotti, se siete nei dintorni di Este o da quelle parti in viaggio.

Altrimenti TheoCacao sicuramente provvederà a mandarvi ciò che desiderate con piacere.

TheoCacao è una delle realtà che ho conosciuto che mi ha più colpito, perchè è andata oltre la produzione del proprio prodotto e la passione per il proprio la propria attività, è approdata ad un passaggio successivo facendo ricerca e cercando di realizzare qualcosa di nuovo per rendere felice anche chi per dieta e salute la cioccolata non la può mangiare.

Il cioccolato non è solo uno sfizio che ci possiamo togliere, è un momento di relax, di coccola che ci facciamo.

Io il cioccolato la associo a una sensazione di casa quando la sciogli in bocca, emana calore, piacere e tutte sfumature di sensazioni positive, che fanno bene al corpo e alla mente.

Datemi retta, TheoCacao cioccolateria estense va seguita e conosciuta, poi una volta assaggiati i prodotti che realizza mi darete solo ragione. Ne sono convinta !

La Mesa: il forno che coltiva la qualità dell’incontro

Ci sono degli incontri nella vita che dal primo instante senti c’è qualcosa di diverso, senti umanamente che ti lasceranno qualcosa.

Questa cosa mi è successa quando ho conosciuto Roberto e Tina del Forno la Mesa , a Villadose (Rovigo).

Questo forno artigianale è un forno a conduzione famigliare, la famiglia Bianchini, composta dall’entusiasta Roberto e dai tenaci genitori Paolo e Tina.

Il forno la Mesa ha due sedi aziendali: la “FUCINA” (il forno) delle creazioni a Canale di Villadose, mentre l’altra sede aperta da qualche anno ( dal 2016) nella zona industriale di Villadose, in pieno work in progress. Qui al piano terra vengono organizzati dei corsi e prodotte marmellate, passate e altre specialità enogastronomiche; da quest’anno vengono organizzati dei corsi molto interessanti e le attività sono in espansione.

Ci sono vari aspetti che mi hanno colpito di questo forno artigianale polesano.

Volete sapere come mai? Ora provo a elencarvi le ragioni.

Innanzitutto mi ha colpito la matrice mista polesana pugliese: Tina è di origine salentina , mentre Paolo è di origine polesane. Questo connubio ha dato ricchezza alle ricette e alle sperimentazioni che sono state mano mano realizzate e proposte dalla Mesa. Poi la matrice veneto/pugliese è anche quella che rappresenta Tarallucci&Vino, quindi mi sento presa in causa .

L’origine pugliese torna anche nell’originalità della realizzazione del forno, realizzato con la pietra leccese e con la calotta con fango e mattoni, è qualcosa di unico come forno in tutto il territorio polesano.

il forno realizzato con la pietra leccese

Altra cosa che mi ha colpito è la mescolanza di ricette e ingredienti: pane fresco (con farine tipiche del territorio, biologiche, integrali e macinate a pietra) pane biscotto polesano, grissini; a ciò si aggiungono biscotti e pasticceria secca.

confetture realizzate a La Mesa

In seguito l’apertura della nuova, sede vengono prodotti in rete con aziende a km 0 confetture, passate, marmellate e sperimentazioni con ingredienti e sapori della terra polesana e di altri territori che collaborano con La Mesa.

pane fresco

Ma perchè poi la Mesa? Perchè questo nome? Nel dialetto polesano la mesa era il recipiente dove veniva lavorato e conservato il pane.

Passiamo poi all’attenzione che il forno ha per l’impatto ambientale: per alimentare il forno viene usato solo legname di faggio biologico proveniente da un’azienda della terra friulana, da Udine.

Altro aspetto che mi è piaciuto nella gestione del forno La Mesa è la scelta in tutto ciò che viene realizzato e la modalità di realizzazione: dalla scelta dei materiali, alla distribuzione e canali di vendita (3 mercati a settimana due a Rovigo e uno a Solesino rispettivamente), nella rete con aziende del territorio senza nessuna forma di “invidia”, alla scelta di ricerca e sviluppare nuovi rami aziendali come quello dei corsi. Non ci si può mai fermare in una gestione aziendale anche se famigliare, non bisogna mai adagiarsi; ci deve essere sempre sperimentazione e ampliamento di attività, di proposte.

confetture varie

Ennesima cosa degna di essere sottolineata della Mesa è la generosità dei componenti della famiglia, umanamente mi è arrivato chiaro e credo che la generosità di cuore non sia scontata, anzi è un ottimo segnale di apertura e crescita.

L’anima dell’azienda per il futuro sicuramente è Roberto, carico di entusiasmo e di idee, di voglia di fare, ma Tina e Paolo sono le radici dell’azienda, c’è un perfetto bilanciamento tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione, dove gli opposti si abbracciano, si completano, non si escludono.

biscotti alla cipolla

Il forno la Mesa ha un sito web e canale Facebook come canali di comunicazione, oltre che contatto mail e telefono. Sulla pagina Facebook potete trovare tutti gli aggiornamenti sulle attività che vengono realizate.

La famiglia Bianchini è sempre disponibile ad accontentarvi, sempre aperta a idee nuove.

Per concludere ciò che rappresenta il forno La Mesa è : serietà, semplicità, innovazione, tradizione, senso della rete, entusiasmo, apertura mentale e umana e qualità.

Il forno La Mesa è un forno dove cuore, professionalità e prospettive sono in cerchio assieme in contatto.

grissini appena sfornati

Inoltre ho assaggiato molti dei loro prodotti e vi posso dire che sono tutti meravigliosi .

Non vi resta se siete in terra polesana che passare a trovarli dopo aver preso contatto, vedrete che mi sarete d’accordo con ciò che ho descritto 🙂 .

Zenzero Candito Biscotteria naturale : dove la ricerca di avere un prodotto sano incontra la gioia del palato.

i Prodotti di Zenzero Candito Biscotteria Naurale

Oggi vi voglio parlare di un incontro casuale che ho fatto ultimamente con lo “Zenzero”, un incontro casuale che come spesso accade nella “Casualita’” racchiude il bello dell’effetto sorpresa.

Sto parlando di Zenzero Candito Biscotteria Naturale, biscottificio biologico del territorio ravennate,  a Riolo Terme ( Ra) per la precisione.

Ho trovato questa azienda curiosando tra gli espositori della fiera 4 Passi che si svolgerà dal 17 al 10 Maggio  a TREVISO. 4 Passi è una fiera  dell’economia sociale e sostenibile arrivata alla 14° edizione; fiera che mi ha incuriosito talmente che ci farò un salto sicuramente 😉 .

Zenzero Candito Biscotteria Naturale nasce nel 2011 in un modo semplicissimo, da un passione: dalla passione di Daniele per lo sperimentare in cucina ricette con elementi ricercati e sani.

Poi a Daniela si sono uniti altri collaboratori che insieme hanno realizzato una realtà armoniosa con principi ben definiti, dove la ricerca non smette mai di esserci, come non smette mai di esserci l’interesse per la sostenibilità ambientale, la salute, la qualità del prodotto ed economia locale.

La qualità dei prodotti qui realizzati è dovuta alla ricerca di materie prime di agricoltori biologici del territorio circostante, hanno stretto alleanze con  aziende biologiche che coltivano cereali nelle colline circostanti, ma c’è anche qualche altra alleanza con aziende italiane.

La ricerca di grani antichi del territorio

Nel 2013 Zenzero Candito Biscotteria ha ricevuto la certificazione biologica e ed è diventato a tutti gli effetti un biscottificio biologico.

Per i biscotti di Zenzero vengono utilizzati come nelle ricette antiche solo grani antichi, cioè senza irraggiamenti che portano a mutazioni genetiche umane per aumentare le rese. Inoltre i grani antiche sono più digeribili, hanno un tasso di glutine minore, evitano le intolleranze e promuovono le economie locali.  Vengono usate anche farine  speciali con meno glutine macinate a pietra come il saraceno, il miglio e il riso.

Farine speciali

Vengono usati dolcificanti naturali come il succo di mela, il malto di riso, zucchero di canna e il ricavato dai fiori di cocco per diminuire l’apporto glicemico, inoltre viene usata frutta di stagione per condire le loro creazioni.

Tutto senza olio di palma.

Si promuove l’economia locale e la territorialità usando i sapori del territorio romagnolo come i vitigni tipici della zona come il Sangiovese e l’Albana.

Quello che mi è piaciuto tra i valori di questa azienda e di chi la gestisce è la Scelta in tutto ciò che fanno.

C’è la scelta negli elementi alla base delle creazioni che realizzano.

C’è la scelta nel promuovere le economie locali e la rete con esse. C’è la scelta di rispettare l’ambiente usando energie pulite nella produzione. C’è la scelta della produzione in filiere corta.

C’è la scelta della ricerca e del rispetto del cliente e della salute in ciò che viene prodotto.

C’è la scelta anche della distribuzione, in quanto i loro prodotti possono essere trovati nei negozi biologici ed erboristerie del territorio dell’Emilia Romagna; si possono trovare anche in bar che hanno deciso di sposare prodotti salutari nelle loro vetrine a quelli della grande distribuzione, ci sono ristoranti che al posto di dessert propri promuovono i prodotti di Zenzero Candito.

I prodotti di Zenzero Candito si possono acquistare anche nelle fiere a cui partecipano come 4 Passi ( Sul loro sito e canali social ci sono gli aggiornamenti) oppure con il comodissimo canale e-commerce presente sul loro sito web.

Canale che io stessa ho utilizzato il canale e-commerce e devo dire che mi sono trovata benissimo, è efficiente, veloce, trasparente.

Vi posso dire che ho ordinato tre prodotti e i biscotti rustici cramberries e saraceno li ho dovuti nascondere se no li finivo subito come il resto J .

Quindi vi posso dire che sono tutti prodotti buonissimi.

il mio ordine a ZENZERO CANDITO

Zenzero può essere contattato sia tramite sito che canali social ( Facebook – Instagram).

Nel loro sito in apertura ho trovato questa frase : Sostenibile = Unico Futuro;

ed è qualcosa che sposo anche io come principio, perché è fondamentale ci sia per una prospettiva che vada in là, non solo all’effetto del Momento.

Zenzero Candito Biscotteria Naturale, dove la ricerca della realizzazione del prodotto sano incontra il piacere del palato 😉 .

“Azienda Fratelli Carrino: allevatori da generazioni. Dove il cuore della Capitanata arriva sulla tavola”

Le domeniche alla Tarallucci&Vino sono quelle in cui il contatto con la natura, con la terra, con l’etica, i valori positivi e la cultura della buona tavola, mi riempono di entusiamo.

Domenica 24 Febbraio in una giornata ventosa, ma soleggiata ho scelto nel mio weekend pugliese di fare visita all’Azienda dei Fratelli Carrino, a San Giusto (https://goo.gl/maps/PY21Y), un piccolo borgo di campagna nella Capitanata vicino Lucera (FG).

In azienda mi accoglie Cristoforo Carrino, uno dei fratelli di ultima generazione della famiglia di allevatori transumanti provenienti da Frosolone (Molise), ormai definitivamente stabilitasi in questo luogo.

Cristoforo è veterinario e assieme ai suoi fratelli, alleva gli animali più tipici della campagna pugliese: pecore di razza “Gentile di Puglia”, cavalli, “Asini di Martina franca”, mucche Podoliche e non per ultime, le Bufale per la produzione di latte.

La qualità di vita che Cristoforo ha creato per le sue bufale è praticamente unica nel suo genere, questi animali, infatti, dispongono oltre che di una vasca di fango che utilizzano per proteggersi dai parassiti, di un intero invaso dove trascorrono ore a rilassarsi beatamente. Una vera rarità questa, in un territorio avaro proprio di acque.

Le bufala e il break

L’allevamento delle bufale è stata una delle scelte di innovazione coraggiosa che Cristoforo ha scelto di fare, rispetto al padre; scelta che ha avuto il suo successo in seguito.

Le Bufale dell’azienda Carrino immerse nella natura

Bisogna osare per cambiare, crescere e raggiungere degli obiettivi!
L’invaso nell’azienda è quello che cattura le acque del Torrente Celone, ed è conosciuto come la Diga di San Giusto, luogo divenuto famoso durante la sua costruzione, quando, qui, emersero i resti di un antico villaggio paleocristiano oggi andato completamente sommerso dalle acque.
Il fronte della diga, durante la sua costruzione, venne interamente realizzato con materiali del luogo, quali argilla e pietre di cava, materiali che a distanza di anni hanno permesso il completo ripopolamento di uccelli acquatici scomparsi da tempo in questi luoghi. Oggi è possibile ammirare questi uccelli mentre sostano sulle schiene delle bufale immerse in acqua.

La cosa che mi ha colpita nella passeggiata in azienda all’aperto è la serenità degli occhi degli animali qui presenti, dai cani in libertà, agli occhi delle pecore e agnellini, come delle bufale.

Mi è stato insegnato che se un animale non ha paura di avvcinarsi ad un umano, vuol dire che viene trattato bene dall’uomo.

Cristoforo mi ha spiegato come conducono la transumanza delle pecore durante l’anno, ha condiviso pezzi di racconti legati al mondo della tradizione dell’allevamento, in un mondo che per lui raccoglie la tradizione della sua famiglia e la sua volontà di innovazione.

Cristoforo ama il suo lavoro, ama la sua terra e i suoi animali, soprattutto è coraggioso e si batte perchè i prodotti derivati dagli animali allevati in azienda siano di qualità, a tutela del cliente e di chi lo sceglie.

Criostoforo è un uomo con profonda etica e fa parte con altri allevatori del LAC ( Liberi Allevatori Capitanata) per tutelare i valori con cui porta avanti la sua attività.
Il latte ricavato dall’allevamento è utilizzato presso i caseifici campani che lo trasformano in Mozzarella Campana DOP, tuttavia, due mattine a settimana ( il Sabato e Domenica mattina) è possibile, per chi lo desidera, acquistare la mozzarella di bufala prodotta in loco presso lo spaccio aziendale.

Non solo mozzarelle, trovate anche ricotte e formaggi stagionati fatti con il latte di bufala, sono tutti deliziosi.

Le bontà prodotte nell’azienda Carrino

Trovate la bresaola fatta con la carne di bufala e pezzi di carne macellata, già confezionate.

C’è un catologo piccolo cartaceo nel punto vendita con tutti i pezzi di carne che potete acquistare.

Il catalogo delle carni

L’azienda Carrino produce anche olio biologico e derivati dalla lana delle pecore, tutti capi morbidissimi. Trovate della pasta secca realizzata dal grano imperatore dei Carrino, lavorato poi dall’azienda Daunia&Bio op di Foggia e nel pastificio abruzzese Verrigni.

I tre loghi delle tre aziende che producono la pasta sono presenti sulle confezioni, questo l’ho apprezzato perchè evidenziano il concetto di rete e la tracciabilità dei pezzetti della filiera, dall’orgine al prodotto finito.

Il concetto di rete, a me caro, è presente anche all’interno dello spaccio è possibile trovare anche altri prodotti, realizzati da persone animati dalla stessa passione e attenzione per i prodotti biologici.

Ci sono prodotti a cui Cristoforo e i suoi fratelli hanno scelto di dare spazio, essere conosciuti e venduti.

Trovate : mieli biologici dell’Azienda Agricola Iannelli Assunta, vino rosso Cacc’e mitte tipico del teritorio lucerino di produttori locali.

La visita all’azienda Fratelli Carrino è stata davvero interessante oltre essere tornata a casa con una tale quantità di bontà😋; non posso che consigliarvi di andare a fare un po’ di spesa presso lo spaccio dell’azienda se abitate nella zona o se ci capitate in zona per un viaggetto.

Il sabato e la domenica mattina Cristoforo e suoi fratelli vi accoglieranno e seguiranno.

Per me è stata più di una semplice visita per Tarallucci&Vino, per me è stato tornare alle mie origini.

In questa zona abitavano i miei nonni paterni, in questo borgo della campagna daunia ci è cresciuto mio padre, è come se si fosse chiuso un cerchio quel giorno.

Quando si chiude un cerchio una sensazione di pace ti riempie e non è detto che sia la fine, è possibile si aprano altre pagine, pagine piene di novità 😊.

Azienda fratelli Carrino vi aspetta con il cuore aperto 😉, io ve la consiglio con grande stima.

“Il parmigiano Reggiano non si fabbrica, si fa” Questo è il motto del Caseificio Bio Reggiani

L’inizio anno per Tarallucci&Vino non poteva che iniziare con una visita in una realtà autentica, piena di bei valori e qualità come il Caseificio Bio Reggiani.

Il caseificio Bio Reggiani è gestito dalla famiglia Reggiani appunto a Recovato di Castelfranco Emilia, immerso nella bella campagna modenese.

Nella gelida mattinata dell’Epifania la mitica Teresa mi ha accolto con tutto il suo calore e veracità emiliana, qualità che io adoro.

Entrare al caseificio Bio Reggiani è un’esperienza di incontro con il rispetto della tradizione della produzione del Parmigiano Reggiano, con l’innovazione tecnologica, con il rispetto dell’ambiente, con una produzione in filiera corta tutta in loco dalla stalla allo spaccio, tutto biologico. E’ l’incontro con il calore emiliano, con il rispetto di una certa etica umana e professonale, con l’integrazione e la trasparenza della produzione che qui avviene.

E’ possibile essere accolti e accedere a vedere con i propri occhi cosa sia la produzione del Parmigiano Reggiano sia cosa sia la vita quotidiana di chi ci lavora per farlo. Chiaro è meglio prenotare la visita come ho fatto, ma Teresa ha la capacità di farvi sentire a casa anche se siete lì di passaggio.

Il valore aggiunto al Caseificio Bio Reggiani è l’atmosfera conviviale e “famigliare” con chi giunge a farci visita; sì perchè al caseificio prima ci vai per il parmigiano e per gli altri prodotti caseari biologici prodotti qui, poi capisci che ci tornerai per quelli, ma soprattutto perchè ci sei stato bene e hai staccato rilassandoti da tutto.

Ma veniamo a qualche dettaglio “tecnico” della visita.

Come vi dicevo al Caseificio Bio Reggiani potete anche con i vostri bimbi fare visita tra le stalle delle mucche, proprio lì a due passi nelle stalle dal caseifcio.

Le stalle sono comparti di maturazione crescente, ogni vitello crescendo passa da un’area a quella contingua, come a scuola passano mano mano dalle “elementari” alle “medie” :).

Altra cosa che mi ha colpito del caseificio Bioreggiani è il rispetto per le mucche, tori e tutti gli animali qui presenti che circolano, c’è rispetto per quello che è il loro benessere, non solo ai risultati quantitativi di produzione. Le mucche qui vivono nella ricerca del loro benessere e da ciò che ho compreso non è scontato.

Le mucche qui mangiano solo fieno proveniente dal terreno circostante, concimato con letame e liquame. Il fieno poi viene compresso insieme mais, orzo e altri cereali.

All’interno del caseificio poi il latte delle mucche, munto in due momenti della giornata, viene raccolto in vasche con una leggera pendenza da cui viene prelevata la panna che poi viene convogliata in un silos; dalla panna viene prodotto il burro.

Il latte senza panna poi, tramite un macchinario, viene versato in recipienti di 9,5 quintali; all’interno questi recipienti sono fatti di rame. Di rame direte perchè? Perchè il rame è un materiale adatto, in quanto si riscalda e raffredda rapidamente.

In questi recipienti al latte scremato dalla panna viene aggiunto il caglio.

Qui dopo 10-15 minuti avviene la “magia”, il latte diventa solido. Qui interviene la maestria e saggezza del casaro che valuta la densità del latte, il livello di temperatura ideale e il grado di frammentazione con un arnese ad hoc. Raccoglie con degli stracci appositi una “palla” di frammenti e una volta delineata una forma, viene divisa a metà.

Una volta formate le forme, vengono messe all’interno di recipienti e poi matrici; poi vengono messe in vasche apposite in acqua salina e girate di volta in volta.

Il sale è l’unico conservante e durante il tempo di immersione inizia a penetrare all’interno, fino a raggiungere il centro della forma.

Le matrici vengono usate per “marchiare” ogni forma con delle informazioni fondamentali come un codice unico associato al caseificio, la data ( mese-anno) di produzione, c’è anche un’ulteriore etichetta che identifica il qr code. La matrice e l’etichetta sono indispensabili per rintracciare e garantire la garanzia dop del formaggio, che viene poi marchiato con il marchio del Parmigiano Reggiano quando viene posto a stagionare nelle scaffalature.

Il Parmigiano Reggiano è un formaggio ricco di valori nutrizionali, potassio e calcio e più è stagionato meno grassi ha. Più è stagionato, più all’esterno assume un colore più scuro.

Il Parmigiano Reggiano è un formaggio che necessita almeno 24 mesi di stagionatura, dopo i 36 mesi raggiunge la stagionatura ottimale, ma poi è il piacere del palato incontra un gusto soggettivo.

La visita è durata tutta la mattinata, non solo all’interno del caseificio ma anche nel lato dove tutto ha origine, dalle bellissime mucche.

Teresa e suo marito sono partiti da 5 Mucche solo, sono stati allevatori per tanti anni. Poi qualche anno fa hanno deciso di fare questo salto coraggioso e passare alla produzione dalla A alla Z del Parmigiano Reggiano.

All’interno del Caseifiico è presente anche uno spaccio dove, durante gli orari di apertura, Teresa e le sue collaboratrici, vi accoglieranno per farvi assaggiare e consigliarvi nell’acqusito dei prodotti biologici prodotti nel caseificio. Ma non solo, perchè Teresa propone prodotti di altre realtà con la sua stessa autenticità, etica e valore umano. Questo mi è piaciuto tantissimo, il concetto di rete a me molto caro, l’agire per il bene comune e la tutela del consumatore, per la sua salute.

Se volete fare visita al Caseificio trovate sul sito tutti i dettagli, oppure sulle pagine social Facebook o Instagram.

E’ presente anche un canale di vendita e commerce sul sito del Caseificio, per chi fosse distante e non potesse farci visita.

Consiglio di tenervi aggiornati agli eventi che vengono qui organizzati durante l’anno, oltre le visite prenotate che ci possono essere tutto l’anno, sia per adulti che per bimbi.

Come ha detto la fenomenale Teresa quel giorno, “il Parmigiano non si fabbrica, si fa”. Con questa frase si includono tanti valori: c’è la qualità del prodotto, c’è l’amore e la passione per realizzarlo, c’è il sacrificio e il tempo dedicato per farlo, c’è la competenza si chi lo realizza, c’è il valore per il ruolo che ognuno ha all’interno per la realizzazione in tutte le fasi di produzione, dalla stalla allo spaccio. C’è il cuore di Teresa, di suo marito e di tutti quelli che qui collaborano, tra amici e dipendenti; c’è il prodotto biologico dop che realmente è solo latte, sale, acqua e STOP come dice Teresa con ardore.

Oltre dirvi che i prodotti acquistati qui sono assolutamente spettacolari e di qualità, vi consiglio l’esperienza di visita al Caseificio, perchè ciò che ho imparato nei miei tour è che il valore aggiunto lo dà il valore umano e il cuore di chi li realizza i prodotti, non solo il prodotto in sé. Questo è quello cerco e voglio valorizzare.

Parmigiano Bioreggiani, il Parmigiano non si fabbrica, si fa!

Quattro chiacchere con Patrizia Seren dell’Alveare di Patty di Rovigo

L’articolo che a cui mi piace dare spazio oggi è l’intervista che ho fatto alla nostra Patrizia Seren, una donna carichissima di energia a capo dell’Alveare che dice sì di Rovigo.

L’alveare di Patty di Rovigo è una bella realtà che fa parte della rete nazionale dell’Alveare che dice sì.

L’Alveare nasce in Francia nel 2011 come idea  per tornare a dare valore ai vecchi mercati rionali dove il cittadicno si incontrava con il produttore, ed è un sistema che permette a tutti coloro che sono animati dall’esigenza e attenzione al mangiare sano, di acquistare on line prodotti di qualità e autentici da produttori locali e regionali che sono inseriti e gestiti dall’alveare a cui fanno capo.

Ogni settimana in un giorno stabilito viene aperta la piattaforma per  l’acquisto di prodotti inseriti settimanalmente nel paniere pronti per essere acquistati.  Una volta fatta la scelta e convalidato l’acquisto si attende la chiusura della vendita e nel giorno stabilito si può andare alla sede dell’alveare per poter ritirare quello che si è comprato  avendo così la possibilità di conoscere personalmente   anche i produttori lì presenti.

La cosa buona è sia di poter acquistare comodamente da casa ( tra tutti gli impegni che si hanno ) che di poter acquistare prodotti a km 0 di qualità del territorio circostante o di altri produttori legati a zone tipiche  Italiane anche se  un po’ distanti, tutte aziende che sono state visitate dai singoli gestori che ne hanno valutato la bontà sia in termini di condivisione etica del progetto, che di bontà  del prodotto stesso. Tutto ciò è poi ritirabile nel punto di distribuzione dove convergono tutte le aziende che partecipano al progetto   senza dover andare singolarmente dai vari produttori, che possono essere distanti l’uno dall’altro. Questo modello di Comunity e di incontro da modo di poter parlare con i produttori e capire la tipicità di quello che è acquistato e soddisfare la propria curiosità umana.

La sede nuova dell’alveare da fine anno non sarà pìù presso il DuomoLab dal quale era partito il 14 Giugno del 2017 insieme a Giorgia Lavezzo, ma si rinnova con nuovo mone e nuovo punto di distribuzione diventato appunto l’Alveare di Patty in questo fine 2018.

Ogni alveare in base al territorio a cui fa capo, riunisce aziende scelte  e visitate dal gestore dell’alveare.

Dalle parole di Patrizia si capisce ci saranno molte novità per il 2019; la sede nuova per prima cosa permetterà logisticamente di avere più spazio per il parcheggio per i clienti, rispetto alla zona in , centro storico. Inoltre la location che unirà alle iniziative da Alveare a quelle ludiche, essendo la sede dell’associazione no profit di modellismo Rovigo Slotcar club.

Ma ora veniamo all’intervista con Patrizia all’alba dell’inaugurazione della nuova sede dell’Alveare di Patty.

La sfida è iniziata nel 2017 con l’alveare in terra Polesana prima ad Adria, poi Patrizia si è spostata a Rovigo.

La passione e attenzione di Patrizia per la vita della campagna, per l’ambiente e l’alimentazione sana viene intanto dalla sua famiglia di origine, Patrizia è cresciuta in campagna.

In seguito ha svolto anche un lavoro da tecnica addetta alla qualità.

Nell’avventura dell’Alveare è “finita” curiosando, cercando informazioni su internet, andando a trovare le aziende, semplicemente animata da entusiasmo e anche un po’ di sana faccia tosta.

Patrizia si è occupata personalmente della ricerca e scelta dei produttori presenti nella lista di quelle si possono trovare nel “paniere” dell’alveare, nel tempo sono cambiati, rimescolati e si sono instaurati tanti bei rapporti di amicizia con alcuni.

Il bello è quello poi, il bello sono il crearsi dei rapporti umani tra persone che hanno gli stessi valori, la stessa matrice umana.

Quello che Patrizia coglie nello stare a contatto con i produttori del territorio polesano e non solo, è la competenza tecnica che hanno nella produzione, ma il minore tempo che riescono a dedicare all’aspetto della comunicazione e del marketing della propria azienda o dei prodotti.

Anche in questo aspetto l’alveare può contribuire, oltre alla loro promozione sui canali che possiede ( sito, pagine social) , tramite l’organizzazione di eventi come cene con piatti realizzati con prodotti a km 0 delle aziende.

Per l’anno che verrà come diceva il grande Dalla, Patrizia promette e parla di tanti progetti in pentola, ma giustamente non si espone, la suspence ha sempre il suo effetto.

C’è molto di Patrizia in questo progetto che segue, c’è tutto di lei e condivide la forza, l’umiltà, il coraggio dei produttori e soprattutto li sa capire perchè proviene dallo stesso mondo e lo rispetta.

Quello che posso consigliare di provare a dare un occhio alla piattaforma dell’alveare di Patty e informarsi su cosa sia questo progetto. Poi capire se c’è la curiosità di provare a fare una spesa, scegliere qualche azienda presente nel paniere settimana settimana e un Mercoledì sera andare a ritirare la propria spese e lì vedere cosa accade umanamente dagli incontri che si fanno.

Cosa accade sulla tavola assaporando questi prodotti rispetto a quello che acquistiamo nei supermercati, cosa migliora  nella nostra salute, e soprattutto il diritto di scegliere la nostra spesa secondo le nostre necessità senza necessità senza essere sucubi dei continui messaggi sublimianali che  ci sommergono nell’entrare al supermecato e che ci portano a riempire il carrello di prodotti non necessari.

Dalle parole di Patrizia arriva che la tendenza di attenzione a questo tipo di realtà virtuali nei giovani è più spiccata, l’acquisto on line riesce più facile. Ma non non è detto non possa coinvolgere altre fasce di età, visto che ormai l’uso di internet è sempre più comune.

Sottolineando che non si tratta solo di un acquisto on line e punto.

C’è’ molto di più dietro.

Patrizia si rende conto che la mentalità polesana dei clienti è un po’ restia a farsi coinvolgere da progetti del genere, ma non demorde e continua a credere con giusta causa al progetto dell’Alveare di Patty.

I momenti di sconforto ci sono stati, ma la voglia di dare respiro a qualcosa di corale, non individuale che si muove per il bene comune, la anima e le dà forza.

Che dire, provate ad aprire la mente e il cuore e provate a seguire l’Alveare di Patty sul sito iscrivendovi in modo che ogni settimana riceviate una mail che vi aggiorna su cosa potreste acquistare. E’ tutto molto semplice e chiaro, cadenzato. Bisogna come tutto provare e poi giudicare e farsi una propria idea.

Ma sono convinta non rimarrete delusi, scommettiamo?

L’Alveare di Patty ha inaugurato la sua sede il 2 Dicembre 2018 in via Chiarugi 76 a Rovigo, ogni Mercoledì sera nel tardo pomeriggio troverete Patrizia lì, magari fate un salto lì per conoscerla, con amore e entusiasmo risponderà a tutte le vostre domande e curiosità.

Condivido e promuovo con piacere questo progetto di corale attenzione per una corretta alimentazione, rispetto dell’ambiente, della tradizione contadina, dei valori sani e belli; diciamolo la gente che lavora a contatto con la terra e i prodotti che ricava dalla terra è gente serena e con tempi di vivibilità più saggi e felici 🙂 .

Perchè non farsi coinvolgere da tutto ciò? Il massimo che può fare è giovare gravemente alla salute 😉 .

Acetaia della Vigona: l’oro modenese qui allieta i sensi

Domenica 30 Settembre 2018 si è svolto nel modenese un evento molto interessante e coinvolgente : “Acetaie Aperte 2018”.

Tra le acetaie che ho visitato mi ha colpito l’acetaia della Vigona a Mirandola (Mo).

Questa acetaia è del sig. Campagnoli Alberto, ex professore delle scuole medie, che si è dedicato con tutta l’anima a questa passione raffinata rappresentativa del territorio agricolo modenese.

La cosa che mi ha colpito di questa azienda famigliare, produttrice dell’aceto tradizionale è l’evidenza di come abbia reagito al terremoto del 2012, che ha interessato il territorio con effetti indelebili negativi.

Il terremoto ha provocato danni sia alla casa del sig. Campagnoli, sia a una parte della sua acetaia che era conservata come da buona tradizione nel sottotetto di casa.

Le acetaie solitamente vengono allestite nel sottotetto delle case modenesi, dove per le temperature molto calde e umide d’estate e d’inverno rigide, si creano le condizioni ottimali per la stagionatura dell’aceto.

Dopo questo catastrofico evento le batterie danneggiate e non, sono state trasportate con l’aiuto dei vigili del fuoco di Verbania all’interno di un container realizzato con dei finanziamenti ricevuti dopo il disastro.

Intanto la casa famigliare, nell’antico fondo Vigona da cui prende il nome, è stata ristrutturata e quest’anno verranno riportate le batterie nel sottotetto.

Il sign. Campagnoli dopo essersi dedicato per anni a imparare l’arte della produzione dell’oro nero del modenese, nel 1975 ha iniziato a preparare le prime batterie di Aceto Balsamico Tradizionale. In seguito dapprima “Maestro Assaggiatore della Consorteria di Spilamberto dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena” poi “Assaggiatore Professionale A.B.T.M.” iscritto all’Albo della Camera di Commercio di Modena.

Durante la mattinata presso l’acetaia della Vigona ho potuto acculturarmi sul mondo della produzione dell’aceto balsamico, sulla sue fasi di lavorazione, sulle tipologie di aceto tradizionale dop e ho potuto capire su cosa rappresenti per il signor Alberto, suo figlio Paolo tutto quel mondo.

Altra cosa che mi ha colpito e’ stata la presenza di una collaboratrice di famiglia, la signora Daniela che raccontava con enfasi e passione il “Pianeta della produzione del balsamico” . Questa donna si è creta da sola per sua curiosità e interesse un’acetaia piccola per ora, che nel suo piccolo la soddisfa e la stimola ogni giorno. E mette in circolo con generosità il suo sapere e esperienza.

E’ sempre bello vedere un persona stimolata, ancora di più è esserlo con quella enfasi.

Ho scoperto che ci sono due tipologie di Aceto balsamico dop: quello Affinato e quello Extra vecchio. L’Affinato è il Balsamico Tradizionale DOP che dopo un processo di produzione della durata di almeno 12 anni, sostenuti tutti i controlli di routine dell’Ente di Certificazione e superato il test organolettico del panel di maestri Assaggiatori iscritti nell’albo della Camera di Commercio di Modena, viene imbottigliato nella famosa bottiglietta sferica senza nessun riferimento alla età. E’ il prodotto più giovane. Può essere accompagnato da diversi colori della capsula di sigillo, generalmente rosso metallizzato ma anche crema o di altri colori.

L’Extra Vecchio è il Balsamico Tradizionale DOP che dopo un processo di produzione della durata di almeno 25 anni, sostenuti tutti i controlli di routine dell’Ente di Certificazione e superato il test organolettico del pane di maestri Assaggiatori iscritti nell’albo della Camera di Commercio di Modena, viene imbottigliato nella famosa bottiglietta sferica con una scritta di riferimento “Extra Vecchio” sulla etichetta. Il colore della Capsula di sigillo è oro metallizzato.

Ho degustato entrambe le tipologie di aceti e devo dire che entrambi erano ottimi.

Al di là degli aspetti tecnici della produzione dell’aceto Balsamico Tradizionale Dop, quello che posso portare come mia esperienza di questa visita è stato apprezzare il cuore che arrivava dalle parole del sig. Alberto, da quelle di suo figlio Paolo o della signora Daniela, che è unaaMaestro Assaggiatrice.

Con parole e gesti semplici mi hanno fatto arrivare cosa è dedicarsi per loro a questo prodotto, dalla produzione nei campi delle viti alla realizzazione del prodotto finito.

Ho colto la pazienza, il senso del sacrificio e costanza nel aver continuato ad amare l’”oro nero” durante gli anni di difficoltà durante il terremoto e negli anni di ripresa successivi. Ho percepito la semplicità dell’animo umano che anche se incontra delle difficoltà, si rilancia con speranza nella vita e si da’ forza per andare avanti.

Mi è arrivato il senso della famiglia che come si dice da quelle parti ha “tenuto botta” ed è rimasta unita.

Ho riassaporato cosa vuol dire il calore e la genuinità della gente emiliana, dei modenesi, che ti scaldano solo dicendo “Perbacco” o quando ti sorridono con gli occhi; è gente tenace, risolutiva, che non si arrende mai, mai. Come sono usciti dal terremoto l’ha dimostrato.

Vi consiglio di visitare il sito di questa acetaia nela campagna mirandolese e se vi è possibile andare a fare una passeggiata qui, magari prendendo contatti con il sig. Alberto, precedentemente.

Vi farà bene stare lì, tra le viti, i profumi della campagna, dei tini, tra le batterie di legnami diversi che mano mano danno gusto a quella delizia che è l’aceto Balsamico Tradizionale Dop. Potrete degustare una gioia per il vostro palato che il sig. Campagnoli vi saprà descrivere e decantare in tutto quello che vi incuriosisce della sua produzione.

Trovate i contatti sul sito dell’azienda.

E fidatevi che ciò che vi indico non è né esagerato, basta avere un po’ di tempo di relax, occhi curiosi e cuore aperto e tornerete a casa arricchiti.