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Le coccole dell’agriturismo Corte Carezzabella

Il  mio articolo di oggi parte accompagnato da  una sensazione : sentirsi coccolato, ma quanto bello è quando accade?

Questa sensazione mi ha accolto appena giunta presso l’azienda Corte Carezzabella a San Martino di Venezze, nella campagna, a  qualche km da Rovigo.

Sono stata accolta da dettagli sia all’esterno che all’interno pieni di gusto, amore, ricerca, sperimentazione e colore.

Sono stata accolta da Chiara, una delle due proprietarie della gestione dell’azienda famigliare, dal suo sorriso soave e luminoso, un buon caffè e molta disponibilità al raccontarsi.

Chiara gestisce da circa una decina di anni l’azienda insieme al fratello Tommaso e al marito Francesco.

Chiara si occupa principalmente dell’agriturismo, mentre il fratello si occupa più della parte educativa; il marito Francesco si occupa della gestione dell’azienda biologica in toto, dalla produzione alla trasformazione e ha un occhio attento anche alla cucina del ristorante dell’azienda.

con altri collaboratori della parte agricola biologica.

Questa azienda è collocata tra  terreni e la corte nella proprietà di famiglia, possidente di questo luogo dai primi del ‘900. Quando ci fu il momento di decidere cosa fare del la proprietà, i due giovani figli del proprietario hanno deciso di ristrutturare una parte della corte e lanciarsi in un viaggio che mano mano ha preso spessore ed è diventata Corte Carezzabella.

L’azienda è partita innanzitutto come azienda agricola che nel corso degli anni si è convertita in biologica e produce prodotti in vendita quasi tutti certificati bio, o sono in via di esserlo.

Si trovano prodotti derivati da ciò che è coltivato nei campi dell’azienda: soprattutto frutteti, ortaggi, viti, grano; da cui vengono prodotti succhi, confetture, farine macinate a pietra, vino tipico polesano, passate, aceto.

Questi vengono trasformati direttamente in azienda o in laboratori esterni. I prodotti vengono venduti sul canale on line sul sito, in azienda due giorni a settimana  nel punto vendita(Venerdì e Sabato) o in eventi a cui l’azienda partecipa.  L’azienda sta aumentando prossimamente comunque la trasformazione in loco, ideando anche produzioni originali.

I  prodotti vengono anche offerti durante le colazioni e le cene agli ospiti dell’agriturismo.

Perché l’azienda Cortecarezzabella è anche un agriturismo con stanze e appartamenti per soddisfare le esigenze di tutti, tutto l’anno con soluzione di prima colazione e cena in ambienti molto piacevoli.

Ho potuto vedere sia la parte di pernottamento che di ristorazione.

Nella parte retrostante alla corte è presente anche una bellissima piscina con un’area attrezzata; c’è in previsione di creare un’area di sosta tende.

Vengono organizzati anche matrimoni a Cortecarezzabella tarati sull’offerta della tipologia di azienda, quindi originali!

Vengono organizzati eventi durante la primavera e l’estate come gli agri aperitivi che hanno sempre un buon successo; una cosa buona di questa azienda è che organizza eventi in rete anche con eventi organizzati all’interno della città di Rovigo, come le maratone o il “Rovigoto”.

Corte Carezzabella cerca di valorizzare il territorio in cui è inserita promuovendo le attrattive naturali e culturali vicine a Rovigo raggiungibili in treno, auto e perché no alcune anche in bici se si è volenterosi; Corte Carezzabella vi fornirà le bici in caso ne abbiate bisogno.

Altro settore che l’azienda sviluppa e sta sempre più sviluppando è l’area educativa sia per scuole, che per famiglie e ora prossimamente per i più piccoli nella fase della scuola dell’infanzia.

Negli ambienti esterni in corte è possibile ammirare riproduzioni  se non originali di attrezzi agricoli, un’area didattica verde dedicata al’ ortofrutta, giochi di legno interattivi e piccoli spazi del piccolo fai da te per animare e educare dai piccoli ai grandi assieme.

Da questo Settembre c’è una bellissima novità in azienda, un progetto educativo quotidiano verrà portato avanti: l’agri asilo. Alla base c’è la volontà di educare i piccoli a contatto con la natura e meno negli spazi canonici d’aula.

Anche aziende o associazioni che hanno intenzione di organizzare meeting aziendali o di team building fuori dagli spazi convenzionali o modalità tradizionali, possono trovare qui in azienda spazi adatti a questo.

C’è anche un’area di lettura nei vecchi ambienti del fabbro della corte, dove è possibile trovare letture interessanti di approfondimento  o di cultura del territorio.

E mettendo tutti assieme i pezzi che unisce e offre questa azienda a conduzione imprenditoriale fresca, la sensazione di chi la conosce o chi ci va come cliente non può che essere sentirsi coccolati; torno volutamente su questa frase con cui ho iniziato l’articolo, perché è così che li ci si sente, ti viene voglia di tornarci per essere qui accolto in mezzo alla natura, nella pace, leggendo un bel libro sotto un albero, bevendo un calice di vino qui prodotto senza un senso di stress, dove puoi  semplicemente coccolarti.

E’ una realtà che chiaramente promuovo e consiglio, ma mi da’ anche la possibilità di fare delle riflessioni di apertura e condivisione.

Cosa spinge un’azienda di qualità a non accontentarsi di successi raggiunti, sicuri e spaziare verso sempre nuovi orizzonti, prospettive? E’ solo coraggio o intelligenza di capire come restare a lungo sul mercato?

Un’azienda che propone progetti di educazione culturale e ambientale verso un futuro non palpabile è solo motivo di stima o dovrebbe essere preso a modello, di riferimento? Il bene comune non dovrebbe essere un modus vivendi?

“Azienda Fratelli Carrino: allevatori da generazioni. Dove il cuore della Capitanata arriva sulla tavola”

Le domeniche alla Tarallucci&Vino sono quelle in cui il contatto con la natura, con la terra, con l’etica, i valori positivi e la cultura della buona tavola, mi riempono di entusiamo.

Domenica 24 Febbraio in una giornata ventosa, ma soleggiata ho scelto nel mio weekend pugliese di fare visita all’Azienda dei Fratelli Carrino, a San Giusto (https://goo.gl/maps/PY21Y), un piccolo borgo di campagna nella Capitanata vicino Lucera (FG).

In azienda mi accoglie Cristoforo Carrino, uno dei fratelli di ultima generazione della famiglia di allevatori transumanti provenienti da Frosolone (Molise), ormai definitivamente stabilitasi in questo luogo.

Cristoforo è veterinario e assieme ai suoi fratelli, alleva gli animali più tipici della campagna pugliese: pecore di razza “Gentile di Puglia”, cavalli, “Asini di Martina franca”, mucche Podoliche e non per ultime, le Bufale per la produzione di latte.

La qualità di vita che Cristoforo ha creato per le sue bufale è praticamente unica nel suo genere, questi animali, infatti, dispongono oltre che di una vasca di fango che utilizzano per proteggersi dai parassiti, di un intero invaso dove trascorrono ore a rilassarsi beatamente. Una vera rarità questa, in un territorio avaro proprio di acque.

Le bufala e il break

L’allevamento delle bufale è stata una delle scelte di innovazione coraggiosa che Cristoforo ha scelto di fare, rispetto al padre; scelta che ha avuto il suo successo in seguito.

Le Bufale dell’azienda Carrino immerse nella natura

Bisogna osare per cambiare, crescere e raggiungere degli obiettivi!
L’invaso nell’azienda è quello che cattura le acque del Torrente Celone, ed è conosciuto come la Diga di San Giusto, luogo divenuto famoso durante la sua costruzione, quando, qui, emersero i resti di un antico villaggio paleocristiano oggi andato completamente sommerso dalle acque.
Il fronte della diga, durante la sua costruzione, venne interamente realizzato con materiali del luogo, quali argilla e pietre di cava, materiali che a distanza di anni hanno permesso il completo ripopolamento di uccelli acquatici scomparsi da tempo in questi luoghi. Oggi è possibile ammirare questi uccelli mentre sostano sulle schiene delle bufale immerse in acqua.

La cosa che mi ha colpita nella passeggiata in azienda all’aperto è la serenità degli occhi degli animali qui presenti, dai cani in libertà, agli occhi delle pecore e agnellini, come delle bufale.

Mi è stato insegnato che se un animale non ha paura di avvcinarsi ad un umano, vuol dire che viene trattato bene dall’uomo.

Cristoforo mi ha spiegato come conducono la transumanza delle pecore durante l’anno, ha condiviso pezzi di racconti legati al mondo della tradizione dell’allevamento, in un mondo che per lui raccoglie la tradizione della sua famiglia e la sua volontà di innovazione.

Cristoforo ama il suo lavoro, ama la sua terra e i suoi animali, soprattutto è coraggioso e si batte perchè i prodotti derivati dagli animali allevati in azienda siano di qualità, a tutela del cliente e di chi lo sceglie.

Criostoforo è un uomo con profonda etica e fa parte con altri allevatori del LAC ( Liberi Allevatori Capitanata) per tutelare i valori con cui porta avanti la sua attività.
Il latte ricavato dall’allevamento è utilizzato presso i caseifici campani che lo trasformano in Mozzarella Campana DOP, tuttavia, due mattine a settimana ( il Sabato e Domenica mattina) è possibile, per chi lo desidera, acquistare la mozzarella di bufala prodotta in loco presso lo spaccio aziendale.

Non solo mozzarelle, trovate anche ricotte e formaggi stagionati fatti con il latte di bufala, sono tutti deliziosi.

Le bontà prodotte nell’azienda Carrino

Trovate la bresaola fatta con la carne di bufala e pezzi di carne macellata, già confezionate.

C’è un catologo piccolo cartaceo nel punto vendita con tutti i pezzi di carne che potete acquistare.

Il catalogo delle carni

L’azienda Carrino produce anche olio biologico e derivati dalla lana delle pecore, tutti capi morbidissimi. Trovate della pasta secca realizzata dal grano imperatore dei Carrino, lavorato poi dall’azienda Daunia&Bio op di Foggia e nel pastificio abruzzese Verrigni.

I tre loghi delle tre aziende che producono la pasta sono presenti sulle confezioni, questo l’ho apprezzato perchè evidenziano il concetto di rete e la tracciabilità dei pezzetti della filiera, dall’orgine al prodotto finito.

Il concetto di rete, a me caro, è presente anche all’interno dello spaccio è possibile trovare anche altri prodotti, realizzati da persone animati dalla stessa passione e attenzione per i prodotti biologici.

Ci sono prodotti a cui Cristoforo e i suoi fratelli hanno scelto di dare spazio, essere conosciuti e venduti.

Trovate : mieli biologici dell’Azienda Agricola Iannelli Assunta, vino rosso Cacc’e mitte tipico del teritorio lucerino di produttori locali.

La visita all’azienda Fratelli Carrino è stata davvero interessante oltre essere tornata a casa con una tale quantità di bontà😋; non posso che consigliarvi di andare a fare un po’ di spesa presso lo spaccio dell’azienda se abitate nella zona o se ci capitate in zona per un viaggetto.

Il sabato e la domenica mattina Cristoforo e suoi fratelli vi accoglieranno e seguiranno.

Per me è stata più di una semplice visita per Tarallucci&Vino, per me è stato tornare alle mie origini.

In questa zona abitavano i miei nonni paterni, in questo borgo della campagna daunia ci è cresciuto mio padre, è come se si fosse chiuso un cerchio quel giorno.

Quando si chiude un cerchio una sensazione di pace ti riempie e non è detto che sia la fine, è possibile si aprano altre pagine, pagine piene di novità 😊.

Azienda fratelli Carrino vi aspetta con il cuore aperto 😉, io ve la consiglio con grande stima.

“Il parmigiano Reggiano non si fabbrica, si fa” Questo è il motto del Caseificio Bio Reggiani

L’inizio anno per Tarallucci&Vino non poteva che iniziare con una visita in una realtà autentica, piena di bei valori e qualità come il Caseificio Bio Reggiani.

Il caseificio Bio Reggiani è gestito dalla famiglia Reggiani appunto a Recovato di Castelfranco Emilia, immerso nella bella campagna modenese.

Nella gelida mattinata dell’Epifania la mitica Teresa mi ha accolto con tutto il suo calore e veracità emiliana, qualità che io adoro.

Entrare al caseificio Bio Reggiani è un’esperienza di incontro con il rispetto della tradizione della produzione del Parmigiano Reggiano, con l’innovazione tecnologica, con il rispetto dell’ambiente, con una produzione in filiera corta tutta in loco dalla stalla allo spaccio, tutto biologico. E’ l’incontro con il calore emiliano, con il rispetto di una certa etica umana e professonale, con l’integrazione e la trasparenza della produzione che qui avviene.

E’ possibile essere accolti e accedere a vedere con i propri occhi cosa sia la produzione del Parmigiano Reggiano sia cosa sia la vita quotidiana di chi ci lavora per farlo. Chiaro è meglio prenotare la visita come ho fatto, ma Teresa ha la capacità di farvi sentire a casa anche se siete lì di passaggio.

Il valore aggiunto al Caseificio Bio Reggiani è l’atmosfera conviviale e “famigliare” con chi giunge a farci visita; sì perchè al caseificio prima ci vai per il parmigiano e per gli altri prodotti caseari biologici prodotti qui, poi capisci che ci tornerai per quelli, ma soprattutto perchè ci sei stato bene e hai staccato rilassandoti da tutto.

Ma veniamo a qualche dettaglio “tecnico” della visita.

Come vi dicevo al Caseificio Bio Reggiani potete anche con i vostri bimbi fare visita tra le stalle delle mucche, proprio lì a due passi nelle stalle dal caseifcio.

Le stalle sono comparti di maturazione crescente, ogni vitello crescendo passa da un’area a quella contingua, come a scuola passano mano mano dalle “elementari” alle “medie” :).

Altra cosa che mi ha colpito del caseificio Bioreggiani è il rispetto per le mucche, tori e tutti gli animali qui presenti che circolano, c’è rispetto per quello che è il loro benessere, non solo ai risultati quantitativi di produzione. Le mucche qui vivono nella ricerca del loro benessere e da ciò che ho compreso non è scontato.

Le mucche qui mangiano solo fieno proveniente dal terreno circostante, concimato con letame e liquame. Il fieno poi viene compresso insieme mais, orzo e altri cereali.

All’interno del caseificio poi il latte delle mucche, munto in due momenti della giornata, viene raccolto in vasche con una leggera pendenza da cui viene prelevata la panna che poi viene convogliata in un silos; dalla panna viene prodotto il burro.

Il latte senza panna poi, tramite un macchinario, viene versato in recipienti di 9,5 quintali; all’interno questi recipienti sono fatti di rame. Di rame direte perchè? Perchè il rame è un materiale adatto, in quanto si riscalda e raffredda rapidamente.

In questi recipienti al latte scremato dalla panna viene aggiunto il caglio.

Qui dopo 10-15 minuti avviene la “magia”, il latte diventa solido. Qui interviene la maestria e saggezza del casaro che valuta la densità del latte, il livello di temperatura ideale e il grado di frammentazione con un arnese ad hoc. Raccoglie con degli stracci appositi una “palla” di frammenti e una volta delineata una forma, viene divisa a metà.

Una volta formate le forme, vengono messe all’interno di recipienti e poi matrici; poi vengono messe in vasche apposite in acqua salina e girate di volta in volta.

Il sale è l’unico conservante e durante il tempo di immersione inizia a penetrare all’interno, fino a raggiungere il centro della forma.

Le matrici vengono usate per “marchiare” ogni forma con delle informazioni fondamentali come un codice unico associato al caseificio, la data ( mese-anno) di produzione, c’è anche un’ulteriore etichetta che identifica il qr code. La matrice e l’etichetta sono indispensabili per rintracciare e garantire la garanzia dop del formaggio, che viene poi marchiato con il marchio del Parmigiano Reggiano quando viene posto a stagionare nelle scaffalature.

Il Parmigiano Reggiano è un formaggio ricco di valori nutrizionali, potassio e calcio e più è stagionato meno grassi ha. Più è stagionato, più all’esterno assume un colore più scuro.

Il Parmigiano Reggiano è un formaggio che necessita almeno 24 mesi di stagionatura, dopo i 36 mesi raggiunge la stagionatura ottimale, ma poi è il piacere del palato incontra un gusto soggettivo.

La visita è durata tutta la mattinata, non solo all’interno del caseificio ma anche nel lato dove tutto ha origine, dalle bellissime mucche.

Teresa e suo marito sono partiti da 5 Mucche solo, sono stati allevatori per tanti anni. Poi qualche anno fa hanno deciso di fare questo salto coraggioso e passare alla produzione dalla A alla Z del Parmigiano Reggiano.

All’interno del Caseifiico è presente anche uno spaccio dove, durante gli orari di apertura, Teresa e le sue collaboratrici, vi accoglieranno per farvi assaggiare e consigliarvi nell’acqusito dei prodotti biologici prodotti nel caseificio. Ma non solo, perchè Teresa propone prodotti di altre realtà con la sua stessa autenticità, etica e valore umano. Questo mi è piaciuto tantissimo, il concetto di rete a me molto caro, l’agire per il bene comune e la tutela del consumatore, per la sua salute.

Se volete fare visita al Caseificio trovate sul sito tutti i dettagli, oppure sulle pagine social Facebook o Instagram.

E’ presente anche un canale di vendita e commerce sul sito del Caseificio, per chi fosse distante e non potesse farci visita.

Consiglio di tenervi aggiornati agli eventi che vengono qui organizzati durante l’anno, oltre le visite prenotate che ci possono essere tutto l’anno, sia per adulti che per bimbi.

Come ha detto la fenomenale Teresa quel giorno, “il Parmigiano non si fabbrica, si fa”. Con questa frase si includono tanti valori: c’è la qualità del prodotto, c’è l’amore e la passione per realizzarlo, c’è il sacrificio e il tempo dedicato per farlo, c’è la competenza si chi lo realizza, c’è il valore per il ruolo che ognuno ha all’interno per la realizzazione in tutte le fasi di produzione, dalla stalla allo spaccio. C’è il cuore di Teresa, di suo marito e di tutti quelli che qui collaborano, tra amici e dipendenti; c’è il prodotto biologico dop che realmente è solo latte, sale, acqua e STOP come dice Teresa con ardore.

Oltre dirvi che i prodotti acquistati qui sono assolutamente spettacolari e di qualità, vi consiglio l’esperienza di visita al Caseificio, perchè ciò che ho imparato nei miei tour è che il valore aggiunto lo dà il valore umano e il cuore di chi li realizza i prodotti, non solo il prodotto in sé. Questo è quello cerco e voglio valorizzare.

Parmigiano Bioreggiani, il Parmigiano non si fabbrica, si fa!

Quattro chiacchere con Patrizia Seren dell’Alveare di Patty di Rovigo

L’articolo che a cui mi piace dare spazio oggi è l’intervista che ho fatto alla nostra Patrizia Seren, una donna carichissima di energia a capo dell’Alveare che dice sì di Rovigo.

L’alveare di Patty di Rovigo è una bella realtà che fa parte della rete nazionale dell’Alveare che dice sì.

L’Alveare nasce in Francia nel 2011 come idea  per tornare a dare valore ai vecchi mercati rionali dove il cittadicno si incontrava con il produttore, ed è un sistema che permette a tutti coloro che sono animati dall’esigenza e attenzione al mangiare sano, di acquistare on line prodotti di qualità e autentici da produttori locali e regionali che sono inseriti e gestiti dall’alveare a cui fanno capo.

Ogni settimana in un giorno stabilito viene aperta la piattaforma per  l’acquisto di prodotti inseriti settimanalmente nel paniere pronti per essere acquistati.  Una volta fatta la scelta e convalidato l’acquisto si attende la chiusura della vendita e nel giorno stabilito si può andare alla sede dell’alveare per poter ritirare quello che si è comprato  avendo così la possibilità di conoscere personalmente   anche i produttori lì presenti.

La cosa buona è sia di poter acquistare comodamente da casa ( tra tutti gli impegni che si hanno ) che di poter acquistare prodotti a km 0 di qualità del territorio circostante o di altri produttori legati a zone tipiche  Italiane anche se  un po’ distanti, tutte aziende che sono state visitate dai singoli gestori che ne hanno valutato la bontà sia in termini di condivisione etica del progetto, che di bontà  del prodotto stesso. Tutto ciò è poi ritirabile nel punto di distribuzione dove convergono tutte le aziende che partecipano al progetto   senza dover andare singolarmente dai vari produttori, che possono essere distanti l’uno dall’altro. Questo modello di Comunity e di incontro da modo di poter parlare con i produttori e capire la tipicità di quello che è acquistato e soddisfare la propria curiosità umana.

La sede nuova dell’alveare da fine anno non sarà pìù presso il DuomoLab dal quale era partito il 14 Giugno del 2017 insieme a Giorgia Lavezzo, ma si rinnova con nuovo mone e nuovo punto di distribuzione diventato appunto l’Alveare di Patty in questo fine 2018.

Ogni alveare in base al territorio a cui fa capo, riunisce aziende scelte  e visitate dal gestore dell’alveare.

Dalle parole di Patrizia si capisce ci saranno molte novità per il 2019; la sede nuova per prima cosa permetterà logisticamente di avere più spazio per il parcheggio per i clienti, rispetto alla zona in , centro storico. Inoltre la location che unirà alle iniziative da Alveare a quelle ludiche, essendo la sede dell’associazione no profit di modellismo Rovigo Slotcar club.

Ma ora veniamo all’intervista con Patrizia all’alba dell’inaugurazione della nuova sede dell’Alveare di Patty.

La sfida è iniziata nel 2017 con l’alveare in terra Polesana prima ad Adria, poi Patrizia si è spostata a Rovigo.

La passione e attenzione di Patrizia per la vita della campagna, per l’ambiente e l’alimentazione sana viene intanto dalla sua famiglia di origine, Patrizia è cresciuta in campagna.

In seguito ha svolto anche un lavoro da tecnica addetta alla qualità.

Nell’avventura dell’Alveare è “finita” curiosando, cercando informazioni su internet, andando a trovare le aziende, semplicemente animata da entusiasmo e anche un po’ di sana faccia tosta.

Patrizia si è occupata personalmente della ricerca e scelta dei produttori presenti nella lista di quelle si possono trovare nel “paniere” dell’alveare, nel tempo sono cambiati, rimescolati e si sono instaurati tanti bei rapporti di amicizia con alcuni.

Il bello è quello poi, il bello sono il crearsi dei rapporti umani tra persone che hanno gli stessi valori, la stessa matrice umana.

Quello che Patrizia coglie nello stare a contatto con i produttori del territorio polesano e non solo, è la competenza tecnica che hanno nella produzione, ma il minore tempo che riescono a dedicare all’aspetto della comunicazione e del marketing della propria azienda o dei prodotti.

Anche in questo aspetto l’alveare può contribuire, oltre alla loro promozione sui canali che possiede ( sito, pagine social) , tramite l’organizzazione di eventi come cene con piatti realizzati con prodotti a km 0 delle aziende.

Per l’anno che verrà come diceva il grande Dalla, Patrizia promette e parla di tanti progetti in pentola, ma giustamente non si espone, la suspence ha sempre il suo effetto.

C’è molto di Patrizia in questo progetto che segue, c’è tutto di lei e condivide la forza, l’umiltà, il coraggio dei produttori e soprattutto li sa capire perchè proviene dallo stesso mondo e lo rispetta.

Quello che posso consigliare di provare a dare un occhio alla piattaforma dell’alveare di Patty e informarsi su cosa sia questo progetto. Poi capire se c’è la curiosità di provare a fare una spesa, scegliere qualche azienda presente nel paniere settimana settimana e un Mercoledì sera andare a ritirare la propria spese e lì vedere cosa accade umanamente dagli incontri che si fanno.

Cosa accade sulla tavola assaporando questi prodotti rispetto a quello che acquistiamo nei supermercati, cosa migliora  nella nostra salute, e soprattutto il diritto di scegliere la nostra spesa secondo le nostre necessità senza necessità senza essere sucubi dei continui messaggi sublimianali che  ci sommergono nell’entrare al supermecato e che ci portano a riempire il carrello di prodotti non necessari.

Dalle parole di Patrizia arriva che la tendenza di attenzione a questo tipo di realtà virtuali nei giovani è più spiccata, l’acquisto on line riesce più facile. Ma non non è detto non possa coinvolgere altre fasce di età, visto che ormai l’uso di internet è sempre più comune.

Sottolineando che non si tratta solo di un acquisto on line e punto.

C’è’ molto di più dietro.

Patrizia si rende conto che la mentalità polesana dei clienti è un po’ restia a farsi coinvolgere da progetti del genere, ma non demorde e continua a credere con giusta causa al progetto dell’Alveare di Patty.

I momenti di sconforto ci sono stati, ma la voglia di dare respiro a qualcosa di corale, non individuale che si muove per il bene comune, la anima e le dà forza.

Che dire, provate ad aprire la mente e il cuore e provate a seguire l’Alveare di Patty sul sito iscrivendovi in modo che ogni settimana riceviate una mail che vi aggiorna su cosa potreste acquistare. E’ tutto molto semplice e chiaro, cadenzato. Bisogna come tutto provare e poi giudicare e farsi una propria idea.

Ma sono convinta non rimarrete delusi, scommettiamo?

L’Alveare di Patty ha inaugurato la sua sede il 2 Dicembre 2018 in via Chiarugi 76 a Rovigo, ogni Mercoledì sera nel tardo pomeriggio troverete Patrizia lì, magari fate un salto lì per conoscerla, con amore e entusiasmo risponderà a tutte le vostre domande e curiosità.

Condivido e promuovo con piacere questo progetto di corale attenzione per una corretta alimentazione, rispetto dell’ambiente, della tradizione contadina, dei valori sani e belli; diciamolo la gente che lavora a contatto con la terra e i prodotti che ricava dalla terra è gente serena e con tempi di vivibilità più saggi e felici 🙂 .

Perchè non farsi coinvolgere da tutto ciò? Il massimo che può fare è giovare gravemente alla salute 😉 .