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Alla scoperta della città dell’armonia : la Valdagno vicentina

Dall’inizio ho sempre cercato di dare a Tarallucci&Vino l’atmosfera di un luogo dove si incontrassero immagini, parole, emozioni che rappresentassero storie di produttori e di prodotti.

Questa volta in modo originale, Tarallucci&Vino vuole essere la cornice di un articolo che parli della valorizzazione turistica di un paese come Valdagno, paese in provincia  vicentina.

Valdagno è un paese fuori dai circuiti turistici di massa della zona vicentina, ricca di ville palladiane, bellezze artistiche e culturali.

Mi è capitato di entrare in contatto con questa realtà poco conosciuta, grazie a Matteo Costa, mio ex compagno di studi universitari, svolti a Padova qualche anno fa.

Matteo oggi svolge il ruolo di guida turistica autorizzata per Vicenza, provincia e ville venete.

Matteo è una persona appassionata al suo lavoro e quando mi ha chiesto di raggiungerlo e scrivere qualcosa per promuovere Valdagno con il mio blog, mi sono detta “Perche no?”:); come tutte le cose più riuscite, la spontaneità vince sempre.

Quindi la missione Valdagno ha avuto incipit.

Accompagnata dalla mia guida sapiente ho scoperto il valore di questo piccolo comune vicentino, che non è così piccolo per la storia e peso di ciò che è stato realizzato qui.

Valdagno oltre essere un paese ridente nella campagna vicentina, racchiude in se’ la storia non solo di un’azienda storica del tessile italiano, ma anche un modello di città sociale in tempi in cui ciò era sicuramente all’avanguardia.

A Valdagno ha sede la Marzotto una delle aziende principali del tessile italiano, fondata da Luigi Marzotto nel 1836.

Luigi Marzotto è stato un grande imprenditore e mecenate italiano. Quello che il suo discendente Gaetano ha creato non è stata solo un’impresa, ma anche un modello in fase pre fascista di città sociale.

Al di là delle ricostruzioni e degli eventi storici di quegli anni, ciò che mi ha colpito sinceramente è come il signor Gaetano Marzotto sia riuscito a creare e realizzare un’intera città per i suoi lavoratori che permettesse loro di vivere con agio e benessere.

Gli operai della Marzotto non erano solo dei lavoratori per lui, ma persone che necessitavano e meritavano una buona qualità di vita.

Nella planimetria realizzata della città dell’armonia, si può vedere cosa sia stato ideato e progettato.

Non solo fu costruita l’area abitativa per gli operai e i dirigenti dell’azienda, ma anche tutto ciò che era funzionale alla vivibilità buona di chi lavorava in Marzotto.

Da un teatro che organizzava rassegne di qualità con ospiti di prestigio, ad asili per i bimbi dei lavoratori, alle case di riposo. C’erano locali di riunione per il tempo libero, negozi di alimentari, la bocciofila. C’era la scuola di musica con insegnanti famosi che venivano coinvolti grazie alle conoscenze di Luigi Marzotto e della sua famiglia.

C’erano addirittura tutti servizi sia sanitari che sociali bel strutturati come una piscina e strutture per attività sportive.

Si racconta che i lavoratori della Marzotto venissero pagati con dei salari sopra la media di pari qualifica nel territorio italiano, perche Luigi Marzotto voleva che avessero un benessere tale che fuori da Valdagno potessero avere un buon potere d’acquisto e non gli venisse l’idea di cambiare azienda per migliorare la propria situazione.

Ogni cosa era pensata e studiata.

Luigi Marzotto ha creato non solo quindi qualità a livello aziendale, ma anche un modello da riproporre.

Molti degli edifici costruiti per la città dell’armonia, sono ancora oggi utilizzati con la stessa finalità del tempo come l’asilo e la casa di riposo. (qui dove ora sono ospiti coloro che ci lavoravano magari in quegli anni).

Mentre passeggi per la città, sotto i portici che erano il punto di ritrovo nelle giornate piovose invernali, osservi nella pavimentazione o sulle pareti disegni che riproducono in simboli gli strumenti di lavoro in azienda e richiami a cosa fosse la Marzotto.

E’ chiaro uno studio ideologico oltre che aziendale e sociale in tutto ciò.

Altra cosa che mi ha colpito è la spinta e la fiducia che c’è nella popolazione valdagnese, nella valorizzazione di tutto ciò che è stata ed è Valdagno; ci sono progetti molto belli che vengono realizzati per non dimenticare e promuovere la memoria di ciò che c’era.

Nella parte residenziale della vecchia Valdagno, che ricorda con edifici le città signorili e evolute di quegli anni come Milano, c’è un area verde, un parco molto bello oggi utilizzato e valorizzato. Quest’area nel primo progetto sarebbe dovuto diventare la residenza della famiglia Valdagno, con una esuberanza nello stile architettonico e scenografico.

La cosa poi per motivi personali fu abbandonata, ma visitando l’area è possibile averne un’idea e meravigliarsi.

Al di la’ della presenza dell’azienda Marzotto, i cui locali sono utilizzati per buona parte per uffici amministrativi e conoscere cosa fosse la Città dell’Armonia, mi ha entusiasmato il passaggio tra passato e presente che si uniscono passeggiando per le strade del paese. Almeno a me questo è giunto e l’ho sentito bene.

Nei viaggi che compio una delle cose che colpisce e attira alcune delle mie curiosità sono i produttori del territorio; anche a Valdagno ho avuto il piacere di conoscerne uno, famoso nella zona: il liquorificio Carlotto.

Carlotto è una bottega storica non solo di Valdagno ma della zona, ci sono persone che da Vicenza stessa vengono per fare il famoso aperitivo con il famoso BiancoRosso.

Carlotto è bottega storica che parla di tradizione e passione per ciò che viene qui realizzato, tra gli scaffali è possibili vedere i numerosi prodotti che qui vengono fatti.

Carlotto merita una visita se siete dalle parti di Valdagno, vicino alla Bottega storica si trova il punto vendita dove potrete acquistare i distillati che vi piacciono o che avete assaggiato nella bottega. Possono diventare dei regali da fare per le persone a voi care e perchè no, anche per voi stessi.

Quello che posso dire è che Valdagno è un paese da scoprire, da conoscere; magari è fuori dai circuiti turistici più classici e proprio per questo a mio avviso merita di essere visitato.

Sarà che io promuovo molto il turismo dei posti meno conosciuti, che spesso hanno da svelare e trasmettere tanta bellezze e stimoli nuovi e inaspettati.

Tarallucci&Vino vi consiglia Valdagno e sponsorizza questa realtà, l’amministrazione e il resto del paese vi saprà accogliere con piacere e entusiasmo.

Mi chiamo Mariangela Ienco, sono nativa di Rovigo con origini pugliesi. La mia natura mezza Veneta di nascita, ma di origini pugliesi ha sempre influenzato la mia natura ibrida nella personalità e nelle passioni. Dalla mia identià"meticcia" viene il nome che ho scelto per il blog: i taralli sono il simbolo della tavola pugliese mentre il vino è sicuro uno dei simboli della tavola veneta. Lo stesso detto "Tarallucci e Vino" nel dire comune pugliese, terra dei miei genitori, indica un atteggiamento di trovare anche nelle difficoltà il modo di sdramatizzare le difficoltà in modo conviviale con un bicchiere di vino e un tarallo, un modo semplice di andare oltre, un simbolo dello stare assieme e di convivialità. Sono laureata in organizzazione di eventi culturali. Amo la fotografia e il modo in cui riesco a esprimere il mio modo di vedere il mondo tramite essa. Mi piace viaggiare e cogliere i dettagli in ciò che vivo e conosco, sono trascinata dalle emozioni generalmente e dalla sensibilità. Ho una passione per il cibo e il legame che racchiude con la specificità del territorio in cui vengono prodotti, credo che i prodotti enogastronomici possano diventare veicolo di valorizzazione del nostro bel paese. Stimo i produttori che credono in ciò che portano avanti con fatica e passione, mi piace conoscerli e raccontare le loro storie e valorizzarli. Amo andare al cinema, andare a concerti e ascoltare la musica e cucinare per le persone a cui voglio bene. Adoro il mare e vorrei viverci, mi piace il contatto con la natura. Ho una nascente passione per i viaggi con lo zaino, ne ho fatto uno a Pantelleria e da lì è stato amore a prima vista. Il primo di tanti.

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